Progetto lungomare
Progetto lungomare

PD: «In arrivo sul lungomare di Molfetta una maxi vasca per i detriti del porto. Sarà discarica a cielo aperto»

La nota polemica: «Il Comune ha stanziato complessivamente 12 milioni e 300 mila euro»

Il Lungomare "Marcantonio Colonna" di Molfetta versa in condizioni di degrado crescente, acuito secondo il Partito Democratico dalla decisione dell'amministrazione comunale di realizzare una grande vasca di colmata per i detriti del dragaggio portuale. Riportiamo la nota:

«Le condizioni in cui versa il Lungomare "Marcantonio Colonna" della nostra città sono letteralmente inqualificabili e la situazione peggiora sensibilmente durante il periodo estivo. Cittadini, turisti, residenti e i pochi esercenti che ancora sopravvivono a fatica nella zona, sono costretti ogni giorno a confrontarsi con incuria, sporcizia, degrado, traffico impazzito e parcheggio selvaggio, nell'indifferenza più totale dell'amministrazione che, nonostante le numerose proteste, non ha mai affrontato con serietà questa problematica. Anzi, ha pensato bene di peggiorare ulteriormente la situazione cementificando ancora l'area, con la realizzazione di altri palazzi a due passi dal mare, nei pressi della piscina comunale.

Ora, però, potrebbe arrivare il colpo definitivo a ogni prospettiva di reale riqualificazione del nostro Lungomare. Il Comune di Molfetta, infatti, ha indetto la gara di appalto per l'affidamento della progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di costruzione di una enorme vasca di colmata che conterrà il materiale e i detriti provenienti dalle attività di dragaggio del Porto. Si tratta di un enorme contenitore, solo parzialmente sommerso, che si estenderà per tutta la lunghezza del Lungomare, circa 760 metri, dalla spiaggetta dinnanzi all'INPS sino alla rotonda/parcheggio all'altezza di Via Orsini.

Per questo appalto il Comune di Molfetta ha stanziato complessivamente 12 milioni e 300 mila euro, derivanti da un finanziamento regionale di 6 milioni e mezzo di euro, e un co-finanziamento comunale di circa 5 milioni e 800 mila euro. Si tratta di importi stratosferici con cui si sarebbe potuto davvero riqualificare il lungomare ma che, invece, saranno utilizzati per realizzare un'opera che trasformerà per sempre l'identità stessa della nostra città e il suo rapporto con il mare, facendo del lungomare solo una enorme discarica dove smaltire il materiale derivante dal dragaggio dei fondali nei pressi dell'imboccatura del porto attuale (non del nuovo porto i cui lavori sono nuovamente bloccati perché travolti dall'ennesimo scandalo giudiziario).

Quello della vasca di colmata del lungomare rappresenta un progetto faraonico che non servirà in alcun modo (nonostante la propaganda di una amministrazione ormai al capolinea) a rilanciare e a valorizzare il nostro fronte mare, rendendolo un polo attrattivo per il turismo e fruibile per i cittadini, ma è solo una soluzione frettolosa e costosissima per scaricare tonnellate di materiale inerte che non si sa dove collocare. Non è di questo che ha bisogno la nostra città per poter competere con le altre realtà vicine che della riqualificazione dei loro lungomari e delle loro coste hanno fatto un volano per lo sviluppo e il turismo, coinvolgendo professionisti di fama internazionale. A Molfetta, invece, piuttosto che puntare sul bello, sulla riqualificazione e sulla valorizzazione delle nostre risorse, facciamo del nostro lungomare un'enorme cassonetto dove collocare tonnellate di rifiuti derivanti dal dragaggio del vecchio porto. E il tutto con i rischi ambientali per l'ecosistema marino che, al momento, appaiono difficilmente valutabili.

Questa è la verità che si sta cercando di nascondere alla città, dal momento che cittadini, residenti e operatori commerciali della zona non sanno nulla di quello che sta per avvenire. Noi ci batteremo, nei prossimi mesi, per cercare di sventare questo vero e proprio attentato al futuro di Molfetta portato avanti da un'amministrazione che, ormai, senza un sindaco eletto, non ha alcuna legittimazione popolare e democratica per giocare con il destino della nostra città.»

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