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Cronaca
La Cassazione annulla l'ordinanza di Minervini: «Il sindaco non andava arrestato»
Per la Suprema Corte l'arresto spiccato il 6 giugno dello scorso anno non era basato su prove sufficienti di colpevolezza
Molfetta - mercoledì 14 gennaio 2026
20.45
La Procura della Repubblica di Trani non aveva motivo di arrestare Tommaso Minervini, l'ex sindaco di Molfetta: la misura cautelare spiccata lo scorso 6 giugno non era basata su prove sufficienti di colpevolezza. Con un'ordinanza depositata nel pomeriggio la Cassazione ha bocciato la linea dura seguita dai pm tranesi.
Una delle misure cautelari firmate dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, aveva messo agli arresti domiciliari il sindaco, poi decaduto dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri; per un imprenditore, Vito Leonardo Totorizzo, era scattato il divieto di contrarre per un anno con la pubblica amministrazione. Queste due ordinanze sono state annullate senza rinvio dalla sesta sezione della Corte di Cassazione romana (presidente Fidelbo).
Gli avvocati dell'ex primo cittadino, Mario Malcangi e Tommaso Poli, dopo aver ottenuto dal Tribunale del Riesame la sostituzione dei domiciliari con il divieto di avvicinamento agli uffici di Palazzo di Città, non si sono arresi scegliendo di portare l'istanza fino in Cassazione, a Roma. E gli ermellini hanno dato loro ragione, annullando l'ordinanza e tutti i capi di imputazione, fra cui quello relativo alla nomina dei consulenti per la vicenda del porto.
Totorizzo è difeso dall'avvocato Maurizio Masellis.
Una delle misure cautelari firmate dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, aveva messo agli arresti domiciliari il sindaco, poi decaduto dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri; per un imprenditore, Vito Leonardo Totorizzo, era scattato il divieto di contrarre per un anno con la pubblica amministrazione. Queste due ordinanze sono state annullate senza rinvio dalla sesta sezione della Corte di Cassazione romana (presidente Fidelbo).
Gli avvocati dell'ex primo cittadino, Mario Malcangi e Tommaso Poli, dopo aver ottenuto dal Tribunale del Riesame la sostituzione dei domiciliari con il divieto di avvicinamento agli uffici di Palazzo di Città, non si sono arresi scegliendo di portare l'istanza fino in Cassazione, a Roma. E gli ermellini hanno dato loro ragione, annullando l'ordinanza e tutti i capi di imputazione, fra cui quello relativo alla nomina dei consulenti per la vicenda del porto.
Totorizzo è difeso dall'avvocato Maurizio Masellis.

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