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Vita di città

Incidenti stradali e traffico, quali sono le vie più critiche?

Oltre al viale e via Terlizzi tante sono le zone della città a rischio incidente. Pericoli e infrazioni a Molfetta

All'indomani dei due tragici incidenti stradali che hanno spezzato la breve vita di Vito e Graziana e hanno certamente sconvolto la vita di coloro che in qualche modo ne sono stati coinvolti, è inevitabile una riflessione che sembra realmente attraversare le strade cittadine, oltrepassare gli incroci fino ad osservare, seppur in modo fuggevole e generale, il comportamento alla guida dei molfettesi e l'atteggiamento assunto dai pedoni.

Il viale e la strada che collega Molfetta e Terlizzi è risaputo siano strade ad alto rischio: la prima per la velocità al di sopra di quella consentita di alcune vetture o motocicli che forti della precedenza non prestano attenzione alle auto che si immettono su quella strada principale, per non parlare delle auto in doppia fila che limitano fortemente la visuale e i pedoni che spesso e volentieri non utilizzano i marciapiedi (ma questo è un cattivo comportamento che molti molfettesi assumono e che paradossalmente si accentua nel caso di genitori con passeggini); nel secondo caso la velocità e sorpassi azzardati anche in presenza di linea continua sembrano essere all'ordine del giorno.

Quali sono le altre zone di Molfetta in cui puntualmente viene infranto il codice della strada e in cui si verificano più spesso incidenti?

Il ponte di via Berlinguer così come viale XXV Aprile costituiscono gli estremi della velocità: o le vetture sfrecciano invadendo le altre corsie soprattutto in discesa, o non sapendo bene come impostare la curva si tende a rallentare pericolosamente ostacolando le vetture che sopraggiungono; inoltre, sia in prossimità dell'istituto professionale sia dell'istituto alberghiero su via Giovinazzo, l'uscita da scuola degli studenti congestiona totalmente il traffico e costringe gli automobilisti a slalom impossibili tra ragazzi incuranti delle regole e della propria e altrui sicurezza.
Elevata velocità e sorpassi azzardati sono all'ordine del giorno su via Giovinazzo (altezza Park Club) e sul tratto finale del lungomare, lì dove i dossi artificiali ormai non esistono più.

Cambiando totalmente zona e sfiorando solamente la grande rotonda di via Terlizzi (il cui concetto di precedenza sembra essere un mistero e vige la regola del "chi prima si butta, prima passa") tamponamenti vari sono una routine per gli attraversamenti che tagliano via Achille Salvucci, mentre l'incrocio posto di fronte alla chiesa S. Achille con il semaforo costantemente lampeggiante crea disorientamento.

Ma il fiore all'occhiello degli incroci ad alto rischio incidente, di quella zona, è senza dubbio l'incrocio tra via Togliatti, via Ruvo e via Matteo Altomare, ancor prima del restringimento della strada provinciale per Ruvo di fronte all'istituto industriale: qui vige la legge del più forte, la macchina che riesce a passare per prima l'incrocio vince, gli altri si adeguano, cercano di passare con prepotenza arrivando al limite del contatto con altre auto o passano semplicemente quando un'anima buona decide finalmente di dare precedenza. Questo, senza dubbio, è uno dei punti salienti della città in cui più che mai vi è la necessità di una rotonda, anche se il molfettese medio non ha ancora ben compreso il reale funzionamento.

Ma questo sarebbe un enorme capitolo a parte da aprire e che includerebbe il parcheggio selvaggio, il mancato uso delle frecce di segnalazione, l'attraversamento sulle strisce pedonali, il rispetto delle precedenze e degli stop, l'uso del cellulare alla guida, il fermarsi bloccando la strada e il traffico per salutare e dialogare con amici e parenti.

Praticamente ci vorrebbe un ritorno di massa a scuola guida.

Certo le condizioni assai precarie e disastrose dell'asfalto di un novanta percento delle strade e i semafori non funzionanti non agevolano assolutamente la viabilità, ma una cosa vale sempre: il buon senso e il rispetto delle regole.
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