Agricoltura
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Guerra in Medio Oriente: aumento dei prezzi, aziende agricole sotto pressione

La denuncia di Coldiretti Puglia che denuncia il boom sul costo di fertilizzanti e urea

L'esplosione del conflitto in Iran sta già producendo effetti concreti sull'agricoltura pugliese, aggravando una situazione energetica e logistica già critica e mettendo sotto pressione le aziende agricole della regione che dopo un aumento repentino del costo del gasolio agricolo di quasi il 40%, oltre al costo dell'energia elettrica, stanno subendo la crescita esponenziale dei prezzi dei fertilizzanti azotati che registrano aumenti del 30%, con difficoltà crescenti anche nel reperimento della merce, mentre gli altri concimi segnano incrementi medi del 15% e continuano a salire. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, rispetto allo scenario critico che sta mettendo a dura prova la capacità delle imprese di sostenere le normali operazioni di campo.

Emblematico il caso dell'urea – aggiunge Coldiretti Puglia - passata da 50 a 70 euro al quintale, a dimostrazione della portata dello shock che sta investendo i costi di produzione agricoli. In questo periodo, peraltro, i fertilizzanti risultano particolarmente strategici per le attività agricole: gli azotati sono utilizzati per le ultime concimazioni sul grano, mentre tutti i concimi – sia azotati sia quelli a base di fosforo e potassio – vengono impiegati per la preparazione dei terreni e le concimazioni di fondo, in vista delle nuove semine e dei trapianti delle colture orticole, in particolare del pomodoro da industria, coltura simbolo di ampie aree agricole pugliesi, a partire dalla Capitanata.

L'aumento del costo dei carburanti genera inoltre un effetto a cascata sui trasporti, con costi maggiori che ricadono direttamente sugli agricoltori, che diventano così gli utilizzatori finali più penalizzati sia per fertilizzanti sia per tutte le forniture necessarie alla gestione delle colture. In questo contesto, le aziende agricole pugliesi rischiano di vedere comprimersi drasticamente i margini, con difficoltà nel garantire la continuità produttiva e con ripercussioni che possono estendersi all'intera filiera agroalimentare regionale.

La guerra alle porte dell'Europa è già entrata nelle case degli italiani e nelle aziende agricole. Sta producendo effetti concreti a partire dall'aumento dei costi energetici e dalle distorsioni nella logistica che incidono direttamente sulla competitività del settore. Il nodo della logistica - sottolinea Coldiretti Puglia - resta uno dei grandi problemi strutturali per il settore agricolo italiano. Paesi concorrenti come la Spagna stanno infatti guadagnando terreno in comparti strategici come l'ortofrutta non tanto per una qualità superiore, quanto per investimenti più consistenti in infrastrutture logistiche e sistemi di distribuzione.

La logistica incide infatti direttamente sui costi del gasolio, sul trasporto delle merci, sulla distribuzione e sul prezzo finale dei prodotti agricoli. Per questo Coldiretti Puglia ribadisce l'urgenza di misure immediate di sostegno, necessarie sia per calmierare i prezzi di carburanti e fertilizzanti sia per garantire la disponibilità delle forniture essenziali, evitando che la crisi internazionale si traduca in un ulteriore aumento dei costi a carico degli agricoltori e in una perdita di competitività per l'intera filiera agroalimentare regionale.
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