Carmine Parrella: «A Molfetta per costruire qualcosa di importante con la Virtus»
Le parole del nuovo general manager del club biancazzurro in vista della nuova stagione
venerdì 4 settembre 2026
12.59
Carmine Parrella è il nuovo general manager della Dai Optical Virtus Basket Molfetta. Il dirigente salernitano, reduce da esperienze maturate nel basket e in altre discipline sportive, ha scelto di entrare nel progetto molfettese soprattutto per la prospettiva di una programmazione pluriennale. A spiegare le ragioni della scelta è lo stesso Parrella, che racconta di essere stato particolarmente coinvolto dalla proposta della società e dalla possibilità di lavorare su un percorso che non abbia come unico riferimento il risultato immediato.
«Sono felicissimo di essere qui a Molfetta. Il presidente è stato molto persuasivo, è riuscito a coinvolgermi. Vengo da Salerno, dopo aver fatto delle esperienze significative non solo nel mondo del basket ma anche in altre discipline sportive. La cosa che mi ha particolarmente attratto è il progetto a medio termine, che ha però come base di tutto non l'effimero risultato immediato, ma quello di fare qualcosa di importante da qui a due-tre anni e portare Molfetta nelle categorie diverse da quelle attuali». Una visione che ha orientato anche le scelte relative alla squadra. Parrella sottolinea infatti come il progetto sia stato costruito evitando di puntare esclusivamente su giocatori di nome e privilegiando invece la possibilità di formare un gruppo giovane sul quale lavorare nel tempo.
La composizione del roster è stata dunque uno degli aspetti che maggiormente hanno convinto il nuovo general manager. La scelta è ricaduta su un gruppo giovane, con caratteristiche ritenute funzionali a un percorso di crescita, affidato a un allenatore che ha già dimostrato il proprio valore e che, secondo Parrella, può rappresentare una figura centrale nel progetto. «Questo è stato uno degli elementi decisivi nella mia decisione. Spesso si va alla ricerca dei nomi per allestire i roster e tanto spesso si finisce legati a quella che è la stagione sportiva. Oggi invece qui ho ritrovato una volontà di fondare un gruppo giovane con il quale lavorare nel tempo per raggiungere obiettivi significativi». In questo quadro si inserisce anche la scelta di coach Luisi, indicato come il riferimento tecnico del gruppo. Parrella ne evidenzia energia e motivazioni, caratteristiche che considera importanti per accompagnare una squadra costruita su profili giovani.
«Abbiamo individuato come condottiero di questo gruppo un coach che ha fatto già molto bene, ma che ha tanta energia e tanta fame per mettersi ancora più in evidenza. È un roster giovanissimo che sono certo entusiasmerà tutti per l'agonismo, la voglia e il senso di attaccamento alla squadra, che non sempre si trova negli atleti già affermati. Credo che tutto questo entusiasmo e questa fame di mettersi in evidenza possano sopperire al non avere dei nomi affermati». Il terzo elemento del progetto riguarda il rapporto con il pubblico. Parrella conosce già l'ambiente molfettese e ricorda le precedenti occasioni in cui ha avuto modo di vivere il PalaPoli, descrivendolo come un impianto capace di offrire un sostegno particolarmente caloroso alla squadra.
«Io ricordo di essere venuto nel passato a giocare a Molfetta quando ero direttore generale della scuola di Salerno e avevo trovato sempre un tifo e un pubblico molto caldo, molto appassionato. Questo è uno dei punti di forza, ma mai come quest'anno dovrà essere il sesto uomo in campo». Il dirigente considera infatti il sostegno del pubblico una componente importante soprattutto per una squadra giovane, chiamata a misurarsi con un percorso di crescita e a trovare nel calore dell'ambiente un ulteriore stimolo. «Quando dico questo lo dico in modo convinto perché i ragazzi, questo roster, grazie a quello che vivranno e che gli verrà trasferito dal pubblico, veramente vivranno la sensazione di avere il sesto uomo in campo. Vanno aiutati, sono giovani e vanno sostenuti in modo determinato».
«Sono felicissimo di essere qui a Molfetta. Il presidente è stato molto persuasivo, è riuscito a coinvolgermi. Vengo da Salerno, dopo aver fatto delle esperienze significative non solo nel mondo del basket ma anche in altre discipline sportive. La cosa che mi ha particolarmente attratto è il progetto a medio termine, che ha però come base di tutto non l'effimero risultato immediato, ma quello di fare qualcosa di importante da qui a due-tre anni e portare Molfetta nelle categorie diverse da quelle attuali». Una visione che ha orientato anche le scelte relative alla squadra. Parrella sottolinea infatti come il progetto sia stato costruito evitando di puntare esclusivamente su giocatori di nome e privilegiando invece la possibilità di formare un gruppo giovane sul quale lavorare nel tempo.
La composizione del roster è stata dunque uno degli aspetti che maggiormente hanno convinto il nuovo general manager. La scelta è ricaduta su un gruppo giovane, con caratteristiche ritenute funzionali a un percorso di crescita, affidato a un allenatore che ha già dimostrato il proprio valore e che, secondo Parrella, può rappresentare una figura centrale nel progetto. «Questo è stato uno degli elementi decisivi nella mia decisione. Spesso si va alla ricerca dei nomi per allestire i roster e tanto spesso si finisce legati a quella che è la stagione sportiva. Oggi invece qui ho ritrovato una volontà di fondare un gruppo giovane con il quale lavorare nel tempo per raggiungere obiettivi significativi». In questo quadro si inserisce anche la scelta di coach Luisi, indicato come il riferimento tecnico del gruppo. Parrella ne evidenzia energia e motivazioni, caratteristiche che considera importanti per accompagnare una squadra costruita su profili giovani.
«Abbiamo individuato come condottiero di questo gruppo un coach che ha fatto già molto bene, ma che ha tanta energia e tanta fame per mettersi ancora più in evidenza. È un roster giovanissimo che sono certo entusiasmerà tutti per l'agonismo, la voglia e il senso di attaccamento alla squadra, che non sempre si trova negli atleti già affermati. Credo che tutto questo entusiasmo e questa fame di mettersi in evidenza possano sopperire al non avere dei nomi affermati». Il terzo elemento del progetto riguarda il rapporto con il pubblico. Parrella conosce già l'ambiente molfettese e ricorda le precedenti occasioni in cui ha avuto modo di vivere il PalaPoli, descrivendolo come un impianto capace di offrire un sostegno particolarmente caloroso alla squadra.
«Io ricordo di essere venuto nel passato a giocare a Molfetta quando ero direttore generale della scuola di Salerno e avevo trovato sempre un tifo e un pubblico molto caldo, molto appassionato. Questo è uno dei punti di forza, ma mai come quest'anno dovrà essere il sesto uomo in campo». Il dirigente considera infatti il sostegno del pubblico una componente importante soprattutto per una squadra giovane, chiamata a misurarsi con un percorso di crescita e a trovare nel calore dell'ambiente un ulteriore stimolo. «Quando dico questo lo dico in modo convinto perché i ragazzi, questo roster, grazie a quello che vivranno e che gli verrà trasferito dal pubblico, veramente vivranno la sensazione di avere il sesto uomo in campo. Vanno aiutati, sono giovani e vanno sostenuti in modo determinato».