Porto di Molfetta, incarico legale da 42mila euro per la revisione del progetto di dragaggio

Il Comune affida all’avvocato Giovanni Abbattista il supporto al RUP dopo la decisione di rivalutare

martedì 1 settembre 2026 20.24
A cura di La redazione
Il progetto per il dragaggio dei fondali del Porto di Molfetta e la gestione dei sedimenti estratti entra in una nuova fase, segnata dalla necessità di una complessiva rivalutazione dell'intervento e della procedura di gara già avviata. A certificare il cambio di passo è una determinazione dirigenziale del Comune di Molfetta, adottata il 1° settembre 2026, con la quale è stato affidato all'avvocato Giovanni Abbattista un incarico di supporto tecnico-legale al Responsabile unico del progetto, per una spesa complessiva di 42mila euro.

Alla base della decisione c'è la deliberazione della Giunta comunale n. 27 del 7 agosto 2026, con la quale l'Amministrazione ha stabilito di sottoporre a una nuova valutazione il progetto relativo alla gestione dei sedimenti dragati. Gli atti parlano esplicitamente di sopravvenute valutazioni sulla sostenibilità dell'intervento, sia dal punto di vista tecnico-progettuale sia sotto il profilo economico-finanziario. L'obiettivo dichiarato è individuare una configurazione «diversa e maggiormente sostenibile» dell'opera.

Il passaggio più significativo riguarda la procedura già avviata. Secondo quanto riportato nella determinazione, la Giunta ha ritenuto che l'opera oggetto della gara non sia più quella maggiormente rispondente all'interesse pubblico e ha quindi demandato agli uffici competenti la valutazione degli atti necessari all'eventuale esercizio dei poteri di autotutela. Tra i provvedimenti interessati figurano la determinazione a contrarre del 4 aprile 2025 e quella dell'8 luglio 2025 con cui era stata confermata la procedura di gara per l'affidamento dell'intervento.

Non si tratta, dunque, di una semplice modifica tecnica. La documentazione evidenzia una fase nella quale l'Amministrazione deve verificare se e come intervenire sulla procedura già impostata, prima di arrivare alla definizione di una nuova soluzione progettuale per la gestione dei sedimenti. È proprio la complessità giuridica della situazione ad aver portato il Comune a ricorrere a una professionalità esterna. Gli uffici spiegano che occorre valutare i presupposti per l'eventuale autotutela, predisporre o verificare gli atti conseguenti e considerare anche i possibili profili di responsabilità e le eventuali pretese che potrebbero essere avanzate dagli operatori economici coinvolti nella procedura.

La determinazione precisa inoltre che all'interno della struttura comunale non sarebbero disponibili professionalità dotate delle specifiche competenze richieste per affrontare la materia, anche in relazione agli eventuali sviluppi contenziosi. Da qui la scelta di affidare il supporto a un professionista esterno specializzato in diritto amministrativo, contratti pubblici e contenzioso amministrativo.

L'incarico è stato affidato direttamente dopo la consultazione dei curricula degli avvocati iscritti all'Albo comunale.