Minervini sull'aggressione a Molfetta: «Episodio grave. Il disagio giovanile è reale»

Le parole del candidato sindaco: «La condanna a violenze, vandalismi e degrado deve essere un punto chiave»

lunedì 20 aprile 2026 19.56
Il candidato sindaco Manuel Minervini è intervenuto in merito ai fatti di cronaca avvenuti negli ultimi giorni a Molfetta:

"Durante lo scorso fine settimana, abbiamo visto purtroppo due facce della stessa città. Da una parte l'energia, la partecipazione, le idee condivise per il futuro di Molfetta nel centro della città. Dall'altra, nella tarda serata di sabato 18 aprile, la paura: un'aggressione nel cuore della città, di cui è rimasto vittima un gruppo di giovani concittadine e concittadini".

"Un episodio grave, che si somma a quello emerso alla cronaca solo pochi giorni fa ad opera delle baby gang, e che non può essere minimizzato. A tutti e tutte coloro che sono stati coinvolti va tutta la nostra piena solidarietà. Ed è giusto dirlo senza giri di parole: chi sbaglia deve rispondere. La sicurezza non è negoziabile ma allo stesso tempo non può essere affrontata con slogan o strumentalizzazioni. Serve una risposta seria, concreta e continua".

"La condanna a violenze, vandalismi e degrado deve essere un punto chiave: bisogna essere fermi verso chi rovina ciò che è di tutti e di tutte e verso chi opera la sopraffazione come arma di controllo. E affinché ciò accada è importante un incremento dei mezzi utili a garantire il senso di sicurezza reale e percepito; tra questi un passaggio obbligato quello della creazione in presidio della Polizia Locale nel centro città che è rimasto sguarnito dopo il trasferimento del comando nella ex zona 167. Si tratta di un intervento da solo non sufficiente ma che va sicuramente verso la giusta direzione. Tuttavia, fermarsi solo a questo sarebbe un errore perché episodi come questo nascono anche da vuoti profondi: spazi che non esistono, opportunità educative e aggreganti che mancano, un senso di solitudine e assenza di punti di riferimento".

"Oggi il disagio giovanile è un dato reale: il suicidio è la seconda causa di morte tra i 15 e i 29 anni. Un adolescente su sette soffre di disturbi mentali. E allora la scelta è chiara: fermezza e possibilità, insieme. Vogliamo una città che sia sicura e viva. Vogliamo una città che non si spenga per paura e dove nessuno/a debba rinunciare a uscire o cambiare abitudini per sentirsi al sicuro. Allo stesso tempo, però, vogliamo anche che i giovani non siano considerati un problema da contenere, ma una responsabilità collettiva e una possibilità, anche quando la rabbia e il senso di giustizia prendono, giustamente, il sopravvento. Per questo accanto agli interventi di sistema è opportuno anche creare spazi pubblici vivi, investire in cultura, sport, bellezza, salute mentale".

"La sicurezza vera non è solo controllo ma è una comunità che protegge, che sa ascoltare e offrire alternative, prevenzione e possibilità perché essere comunità significa anche prendersi cura. Ed è questa la Molfetta che vogliamo costruire. Insieme".