Mastropasqua: «Due nuovi rondò su via Terlizzi per collegare città, PIP e porto»

Durante il confronto promosso dall'Associazione degli imprenditori, il candidato sindaco Mastropasqua ha lanciato la sua proposta operativa

venerdì 15 maggio 2026 14.25
Mezzi commerciali in fila, accessi congestionati, collegamenti lenti verso porto e zona industriale: è questa la fotografia che imprenditori e lavoratori hanno consegnato al candidato sindaco Pietro Mastropasqua durante il confronto promosso dall'Associazione degli Imprenditori, presieduta da Lucia Del Vescovo.

Non un tema per addetti ai lavori, non una questione da rinviare, ma uno dei nodi che ogni giorno pesano sulla vita concreta di imprenditori, lavoratori e cittadini che attraversano quell'area o utilizzano quelle uscite della SS16 per l'ingresso in città.
Per Mastropasqua, infatti, la zona industriale non può essere considerata un retrobottega urbano: è un luogo frequentato da migliaia di persone, collegato allo sviluppo del porto, al movimento delle merci e alla competitività complessiva di Molfetta.

«Quando parlo di quartiere produttivo – ha spiegato il candidato sindaco nel confronto con le imprese – parlo di un parte della città che deve poter essere raggiunto, attraversato e vissuto in sicurezza. Perché se i collegamenti non funzionano, se gli accessi sono congestionati, se mancano soluzioni semplici ma decisive, allora si rallenta tutto: il lavoro, gli investimenti, la quotidianità di chi frequenta quella zona ogni giorno».

Questa la proposta di una linea di intervento precisa: valorizzazione delle complanari, rafforzamento delle strade di penetrazione tra città, zona industriale e area portuale, nonché realizzazione di due rotonde strategiche su via Terlizzi, in entrata e in uscita. Opere che nella visione di Mastropasqua non servono solo a rendere fluido il traffico, ma a ridurre tempi morti, a migliorare la sicurezza e a dare finalmente una gerarchia più razionale ai flussi di accesso verso uno dei principali poli economici del territorio.

Il punto politico, però, è ancora più profondo. Per anni la viabilità della zona industriale è stata vissuta come una questione secondaria, quasi fosse sufficiente avere capannoni e lotti per affermare che l'area fosse davvero al servizio dello sviluppo. Mastropasqua ha invece rovesciato la prospettiva: senza infrastrutture di collegamento efficienti, senza una rete stradale sviluppata e senza accessi adeguati, anche chi investe si ritrova a lavorare in condizioni peggiori e meno competitive.

«La verità – ha osservato – è che gli imprenditori non chiedono privilegi: chiedono di poter lavorare in un contesto normale. Chiedono strade dignitose, accessi più sicuri, tempi più rapidi nei collegamenti ed una zona industriale che non sia lasciata a se stessa. E hanno ragione, perché si produce lavoro, si crea economia, si gioca una parte importante del futuro di Molfetta».

Nel suo intervento, il candidato ha legato il tema della viabilità anche a quello della sicurezza complessiva del quartiere produttivo. Strade meglio integrate e accessi più funzionali significano infatti minore criticità nei movimenti quotidiani, maggiore facilità nei collegamenti interni, più ordine in un'area che oggi sconta ritardi accumulati ed una evidente sproporzione tra il peso economico che ha per la città ed i servizi che riceve.

«Se vogliamo che Molfetta torni ad essere davvero una città capace di trattenere imprese, attrarne di nuove e fare sistema con il porto, dobbiamo partire dalle cose concrete», ha concluso Mastropasqua. «La viabilità non è un tema minore: è il modo in cui una città decide se vuole sostenere il lavoro oppure ostacolarlo».

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