Lavori Porto, il comitato chiede un incontro con il sindaco

«L'economia della città non può più attendere i giochi della politica»

sabato 8 novembre 2014 8.19
Oltre 5 mila firme per chiedere che il porto di Molfetta non resti una cattedrale in mezzo al mare. La sala conferenze dell'Hotel Garden è gremita di cittadini, imprenditori e lavoratori che fino a un anno fa erano sul cantiere. Cittadini che non comprendono i motivi di uno stop senza prospettive. E ora chiedono di andare oltre le indagini ancora in corso, chiedono che si nomini un commissario straordinario (come accaduto altrove per casi analoghi) e si proceda subito con i lavori del nuovo porto.

La petizione popolare ha avuto successo: «Quasi sei mila firme sono un'enormità» dice Enzo Tatulli «interpretano un grande sentimento che appartiene a una città che oggi langue. Chi continuasse a perdere tempo con motivi politici quando non addirittura strumentali – continua il portavoce del comitato – si dimostrerebbe miope.»

Lunedì prossimo i promotori del comitato Un'Opera da Condurre in Porto porteranno a Palazzo di Città le centinaia di moduli sottoscritti dai cittadini e chiederanno di essere ricevuti dal sindaco. «L'amministrazione comunale abbia la bontà di convocare subito questo comitato» dice Vito Totorizzo, imprenditore portuale, anch'egli portavoce del gruppo. «Un partito politico che si autoproclama democratico non può non tenere conto di un'espressione democratica che chiede a gran voce il completamento dei lavori. Continuare a ignorare questa voce è uno spregio alla democrazia e ai cittadini stessi che hanno firmato.»

E il rischio che nella colmata del nuovo porto ci siano ancora dei residuati bellici? «Ma vi pare mai possibile che l'azienda che stava costruendo il porto camminasse su un tappeto di bombe?» chiede retoricamente Totorizzo. «Non si può giocare sulla pelle dei cittadini per ragioni politiche. Tutti sanno come stanno le cose: ma l'economia della città non può più aspettare.» Anche sui lavori di messa in sicurezza annunciati dall'amministrazione comunale per circa 6 milioni di euro, Totorizzo è duro: «I cantiere deve riprendere completamente altrimenti rischiamo di lasciare un'opera pubblica a metà.»