La voce della giunta: MolfettaViva intervista Dario La Forgia
Le parole dell'assessore con deleghe a Sport, turismo, politiche giovanili, legalità, transizione energetica e digitale
mercoledì 8 luglio 2026
MolfettaViva dà il via a un ciclo di interviste ai nuovi assessori della squadra di governo del nuovo Sindaco Manuel Minervini. Nell'appuntamento odierno diamo la parola a Dario La Forgia, assessore del Movimento 5 Stelle con deleghe a Sport e impiantistica sportiva, turismo, politiche giovanili, legalità, transizione energetica e digitale.
1. Molfetta ha un grande potenziale turistico: quale sarà il progetto che potrà fare la differenza nei prossimi anni?
In sinergia con vari settori che abbracciano il turismo come cultura, ambiente e mare, le sfide principali riguardano la valorizzazione e la promozione: servono investimenti nella riqualificazione urbana, nella mobilità turistica, nella comunicazione digitale e nell'organizzazione di eventi capaci di attrarre visitatori durante tutto l'anno, non solo in estate. Se riuscissimo nel progetto di coniugare autenticità, patrimonio storico e servizi moderni, Molfetta potrebbe diventare una delle mete più interessanti dell'Adriatico pugliese, puntando su un turismo culturale ed esperienziale piuttosto che esclusivamente balneare.
2. Molti giovani lasciano la città: cosa può fare concretamente il Comune per offrire più opportunità?
L'obiettivo di fare della Città un luogo in cui restare e dove sia possibile costruire il proprio futuro, è certamente un obiettivo ambizioso e sfidante, ma non impossibile. Molfetta possiede tutto il potenziale necessario per attirare investimenti, sostenere chi fa impresa e creare le condizioni affinché nascano nuove attività e nuovi posti di lavoro. Per giungere a questo obiettivo, Molfetta dovrà adottare tutti gli strumenti normativi e finanziari disponibili e, attraverso questi, valorizzare le potenzialità ed il talento dei propri giovani. Solo così la Città potrà offrire loro prospettive concrete.
3. La transizione digitale riguarda anche il rapporto tra cittadini e Comune: quali servizi vorrebbe rendere più semplici e accessibili?
La transizione digitale rappresenta un'opportunità straordinaria per ripensare il rapporto tra cittadini e Comune. La tecnologia ha valore solo se riesce a semplificare la vita quotidiana, nella fattispecie alleggerendo gli iter burocratici e rendendo i servizi pubblici più accessibili, efficienti e trasparenti. Accanto alla digitalizzazione dei servizi, ritengo indispensabile investire in una comunicazione più efficace e diretta con la cittadinanza, attraverso l'adozione di piattaforme intuitive e strumenti digitali che permettano di ricevere informazioni, segnalare criticità e dialogare con l'Amministrazione in modo semplice ed immediato. È fondamentale, inoltre, che l'innovazione digitale sia anche inclusiva: per questo dovrà procedere di pari passo con iniziative di supporto dedicate a chi ha minore dimestichezza con le tecnologie informatiche, affinché nessuno venga lasciato indietro. Anche questo è un modo per rinsaldare la fiducia tra Cittadini ed Istituzioni ed accrescere la reciproca collaborazione.
4. Sport e legalità possono andare di pari passo, allontanando le nuove generazioni da ambienti pericolosi: come pensa di utilizzare gli impianti sportivi anche come luoghi di inclusione sociale?
Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per promuovere legalità, rispetto delle regole e senso di comunità, soprattutto tra i più giovani. Gli impianti sportivi non devono essere considerati soltanto luoghi di pratica agonistica, ma veri e propri presidi sociali aperti al territorio. L'obiettivo è far sì che queste strutture restino operative durante tutta la settimana, non solo negli orari delle attività ufficiali, ospitando progetti educativi, doposcuola sportivi, laboratori di cittadinanza attiva ed iniziative rivolte alle famiglie. In questo modo, diventano spazi di aggregazione positiva e permanente in cui costruire relazioni sane ed intercettare precocemente situazioni di fragilità o disagio. Un ruolo centrale in tutto questo potrà essere rivestito dalla collaborazione tra scuole, associazioni sportive dilettantistiche e realtà del terzo settore, volta a garantire un'offerta continuativa ed accessibile a tutti. Non da meno sarà garantire l'apertura degli impianti sportivi a costi sostenibili, al fine di evitare che lo sport diventi un privilegio per pochi e non un diritto per tutti i Cittadini. Rendere gli impianti sportivi luoghi di inclusione significa trasformarli in comunità educanti, capaci di offrire alternative concrete a contesti di marginalità e capaci di accompagnare i giovani in percorsi di crescita basati sul rispetto, legalità e partecipazione.
1. Molfetta ha un grande potenziale turistico: quale sarà il progetto che potrà fare la differenza nei prossimi anni?
In sinergia con vari settori che abbracciano il turismo come cultura, ambiente e mare, le sfide principali riguardano la valorizzazione e la promozione: servono investimenti nella riqualificazione urbana, nella mobilità turistica, nella comunicazione digitale e nell'organizzazione di eventi capaci di attrarre visitatori durante tutto l'anno, non solo in estate. Se riuscissimo nel progetto di coniugare autenticità, patrimonio storico e servizi moderni, Molfetta potrebbe diventare una delle mete più interessanti dell'Adriatico pugliese, puntando su un turismo culturale ed esperienziale piuttosto che esclusivamente balneare.
2. Molti giovani lasciano la città: cosa può fare concretamente il Comune per offrire più opportunità?
L'obiettivo di fare della Città un luogo in cui restare e dove sia possibile costruire il proprio futuro, è certamente un obiettivo ambizioso e sfidante, ma non impossibile. Molfetta possiede tutto il potenziale necessario per attirare investimenti, sostenere chi fa impresa e creare le condizioni affinché nascano nuove attività e nuovi posti di lavoro. Per giungere a questo obiettivo, Molfetta dovrà adottare tutti gli strumenti normativi e finanziari disponibili e, attraverso questi, valorizzare le potenzialità ed il talento dei propri giovani. Solo così la Città potrà offrire loro prospettive concrete.
3. La transizione digitale riguarda anche il rapporto tra cittadini e Comune: quali servizi vorrebbe rendere più semplici e accessibili?
La transizione digitale rappresenta un'opportunità straordinaria per ripensare il rapporto tra cittadini e Comune. La tecnologia ha valore solo se riesce a semplificare la vita quotidiana, nella fattispecie alleggerendo gli iter burocratici e rendendo i servizi pubblici più accessibili, efficienti e trasparenti. Accanto alla digitalizzazione dei servizi, ritengo indispensabile investire in una comunicazione più efficace e diretta con la cittadinanza, attraverso l'adozione di piattaforme intuitive e strumenti digitali che permettano di ricevere informazioni, segnalare criticità e dialogare con l'Amministrazione in modo semplice ed immediato. È fondamentale, inoltre, che l'innovazione digitale sia anche inclusiva: per questo dovrà procedere di pari passo con iniziative di supporto dedicate a chi ha minore dimestichezza con le tecnologie informatiche, affinché nessuno venga lasciato indietro. Anche questo è un modo per rinsaldare la fiducia tra Cittadini ed Istituzioni ed accrescere la reciproca collaborazione.
4. Sport e legalità possono andare di pari passo, allontanando le nuove generazioni da ambienti pericolosi: come pensa di utilizzare gli impianti sportivi anche come luoghi di inclusione sociale?
Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per promuovere legalità, rispetto delle regole e senso di comunità, soprattutto tra i più giovani. Gli impianti sportivi non devono essere considerati soltanto luoghi di pratica agonistica, ma veri e propri presidi sociali aperti al territorio. L'obiettivo è far sì che queste strutture restino operative durante tutta la settimana, non solo negli orari delle attività ufficiali, ospitando progetti educativi, doposcuola sportivi, laboratori di cittadinanza attiva ed iniziative rivolte alle famiglie. In questo modo, diventano spazi di aggregazione positiva e permanente in cui costruire relazioni sane ed intercettare precocemente situazioni di fragilità o disagio. Un ruolo centrale in tutto questo potrà essere rivestito dalla collaborazione tra scuole, associazioni sportive dilettantistiche e realtà del terzo settore, volta a garantire un'offerta continuativa ed accessibile a tutti. Non da meno sarà garantire l'apertura degli impianti sportivi a costi sostenibili, al fine di evitare che lo sport diventi un privilegio per pochi e non un diritto per tutti i Cittadini. Rendere gli impianti sportivi luoghi di inclusione significa trasformarli in comunità educanti, capaci di offrire alternative concrete a contesti di marginalità e capaci di accompagnare i giovani in percorsi di crescita basati sul rispetto, legalità e partecipazione.