La Molfetta che sarà, per Dario La Forgia «aperta ai giovani e all'ascolto»

Intervista al referente del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle

martedì 3 febbraio 2026 7.31
A cura di Danilo de Robertis
Nuovo appuntamento con "La Molfetta che sarà", il ciclo di interviste pensato dalla redazione di MolfettaViva per ascoltare le riflessioni di diversi esponenti della politica locale in vista del ritorno alle urne previsto nei prossimi mesi per le elezioni amministrative. Ospite di oggi è Dario La Forgia, referente del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle.

1) Quale deve essere oggi la priorità per il futuro di Molfetta?
La priorità per il futuro di Molfetta deve essere ripartire dai bisogni dei cittadini, a partire dai più fragili. Urge un cambio di metodo, con meno propaganda e più ascolto, meno promesse e più risultati. Questo significa costruire una città che non lasci indietro nessuno, dove lo sviluppo economico vada di pari passo con la giustizia sociale, il lavoro dignitoso e l'accesso ai servizi essenziali. Molfetta merita un futuro costruito con serietà, amore e coraggio. Noi promuoveremo un approccio fatto di trasparenza, partecipazione reale e zero compromessi. Amministrare Molfetta significa difendere il bene comune, l'ambiente e la dignità delle persone.

2) Come immagina Molfetta tra cinque-dieci anni?
Stiamo lavorando a un progetto politico proiettato a dieci anni per rendere Molfetta una città moderna, europea e solidale. Per farlo servono un cambio di passo, trasparenza e una classe dirigente che amministri davvero e non insegua solo il consenso. È fondamentale coinvolgere attivamente i cittadini nelle scelte pubbliche ascoltando i quartieri, le associazioni, i giovani e gli anziani, perché una comunità cresce davvero solo quando partecipa. Allo stesso tempo occorre rafforzare le politiche di inclusione sociale, sostenere le famiglie in difficoltà, garantire diritti e opportunità a chi vive in condizioni di disagio. Questa è la sfida ed è la responsabilità che noi come Movimento 5 Stelle sentiamo di assumere.

3) Cosa dovrebbe migliorare in città rispetto al recente passato?
Negli ultimi anni la città ha perso slancio e i cittadini sono i primi a subire il peso di scelte sbagliate. I molfettesi non meritano un'amministrazione autoreferenziale e distante, bensì presente e davvero dalla parte dei cittadini. Prima di tutto Molfetta ha bisogno di una visione chiara e coraggiosa. Non basta gestire l'ordinario, serve un progetto che guardi al futuro, sostenibile, inclusivo e capace di attrarre investimenti senza perdere la propria identità. Poi c'è il tema delle opportunità, soprattutto per giovani e famiglie: lavoro, spazi di aggregazione, politiche abitative accessibili. Negli ultimi anni si è parlato molto, ma realizzato poco. Infine ascolto e trasparenza, perché le decisioni sono state troppo spesso calate dall'alto, senza un vero confronto con residenti, associazioni e imprese locali. Una città cresce solo se chi la amministra sa ascoltare.

4) Quali sono i tre temi su cui la prossima amministrazione dovrebbe concentrarsi di più?
Molfetta non può continuare sulla strada dell'improvvisazione, delle promesse annunciate e mai mantenute, di uno sviluppo che esclude invece di includere.
I cittadini chiedono risposte concrete, non slogan. Ci sono diversi temi che andrebbero affrontati.
1. Lavoro.
Il lavoro deve tornare al centro dell'azione politica locale. Servono politiche attive per creare occupazione di qualità, sostenere le piccole e medie imprese, attrarre investimenti sostenibili e contrastare il precariato. Un'amministrazione non può limitarsi ad amministrare l'ordinario, deve essere motore di sviluppo e di opportunità, soprattutto per i giovani e per chi oggi è rimasto indietro.
2. Ambiente.
La tutela dell'ambiente non è un lusso, ma una necessità. Chiediamo una svolta netta su mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti e difesa del territorio. Investire nell'ambiente significa migliorare la salute dei cittadini, creare nuovi posti di lavoro verdi e rendere la nostra città più vivibile e moderna.
3. Giustizia sociale.
Una città giusta è una città che non lascia indietro nessuno. Il Movimento 5 Stelle nasce per dare voce a chi non ha voce, per combattere le disuguaglianze, rafforzare i servizi sociali, garantire il diritto alla casa e l'accesso equo a scuola, sanità e trasporti. Senza giustizia sociale non c'è coesione, e senza coesione non c'è futuro.


Questi sono alcuni dei temi che l'amministrazione ha troppo spesso ignorato. Noi siamo pronti a rimetterli al centro con serietà e responsabilità, per costruire una città più sostenibile.

5) Che approccio ritiene più adatto per amministrare la Molfetta che sarà?
L'approccio più adatto per amministrare la Molfetta che sarà è quello del cambiamento vero, rompendo con le vecchie logiche di potere e con le decisioni prese nelle stanze chiuse e lontane dai cittadini. Molfetta va amministrata con trasparenza, partecipazione e coraggio. Deve tornare una città che ascolta, che coinvolge attivamente la comunità nelle scelte strategiche e che rende ogni decisione chiara, accessibile e verificabile: bilanci leggibili, decisioni motivate, confronto costante con associazioni, giovani, commercianti e realtà produttive. Noi staremo dalla parte di chi chiede un cambiamento. È un impegno che sentiamo di assumere nei confronti di questi cittadini.