La grande tela di San Pietro torna a splendere nel ricordo di don Gino Samarelli
Presentato il restauro conservativo della pala dell’altare maggiore della chiesa nel centro storico
martedì 1 settembre 2026
7.30
Una serata nel segno dell'arte, della memoria e della partecipazione ha accompagnato la presentazione ufficiale del restauro conservativo della pala dell'altare maggiore della Chiesa di San Pietro, intervento dedicato alla memoria di don Gino Samarelli, nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suo compleanno.
Il progetto è stato reso possibile grazie a una significativa mobilitazione della comunità e al percorso della rassegna musicale "Germogli. Talee musicali per don Gino", ideata e curata da Laura Binetti. Per oltre un anno numerosi musicisti, legati a don Gino da rapporti di amicizia, si sono esibiti gratuitamente, consentendo attraverso le donazioni raccolte di finanziare il restauro della grande tela. Ad aprire il momento storico-artistico è stato don Michele Amorosini, direttore del Museo Diocesano di Molfetta, che ha illustrato il lavoro di ricerca, studio e catalogazione svolto dall'istituzione sul patrimonio sacro del territorio. Particolare attenzione è stata dedicata alla Chiesa di San Pietro e alla produzione del pittore Nicola Porta, autore della pala dell'altare maggiore e di gran parte dell'apparato artistico dell'edificio. Il restauro si inserisce in un percorso più ampio che ha già interessato altre opere della chiesa, tra cui le tele di Santa Geltrude e San Giovanni Battista e, in passato, quella della Flagellazione.
Don Pasquale Rubini, rettore di San Pietro e parroco del Duomo, ha espresso la gratitudine della comunità, sottolineando il valore non soltanto artistico, ma anche spirituale e sociale dell'intervento. Il recupero della tela diventa così anche uno strumento per mantenere viva la memoria di don Gino e della sua opera nella chiesa che ha a lungo custodito e seguito. Laura Binetti ha quindi ripercorso la nascita del progetto, spiegando come la musica abbia rappresentato lo strumento attraverso cui trasformare il ricordo in un'azione concreta di solidarietà. Un percorso condiviso che ha permesso di raccogliere le risorse necessarie per completare il restauro.
Lo storico dell'arte Francesco De Nicolo ha approfondito la storia della chiesa e dell'opera, soffermandosi sulla figura di Nicola Porta, sul suo rapporto artistico con Corrado Giaquinto e sulla complessa composizione della pala. Al centro della tela la Madonna con il Bambino, affiancata dai Santi Pietro e Paolo, mentre in primo piano compaiono i santi gemelli Benedetto e Scolastica, accompagnati dai simboli legati alle loro vite.
Particolarmente suggestivo il racconto della restauratrice Annamaria Chiapparino, che ha illustrato le diverse fasi dell'intervento: dalla messa in sicurezza e dalla velinatura del dipinto alla pulitura, fino al montaggio della tela su un nuovo telaio. Proprio durante la pulitura sono emersi anche alcuni "ripensamenti" dell'artista, visibili nelle modifiche apportate da Porta alla posizione e all'apertura delle dita delle mani dei santi.
A chiudere la serata è stato Biagio Stoia, priore della Confraternita di Maria SS. del Carmelo, che ha ricordato come il recupero della pala rappresenti il completamento di un percorso iniziato proprio da un'idea di don Gino. Già nel 2024, in occasione dell'esposizione dell'ovale di Santa Geltrude realizzata con il Museo Diocesano, il sacerdote aveva auspicato il progressivo recupero delle opere di San Pietro, indicando la volontà di partire "dal più piccolo per arrivare un giorno al più grande".
La raccolta fondi prosegue ora per completare il trittico dell'altare maggiore. Il prossimo intervento potrebbe riguardare l'ovale di San Giovanni Nepomuceno, dando continuità a un progetto nel quale arte, fede, memoria e solidarietà continuano a camminare insieme.
Il progetto è stato reso possibile grazie a una significativa mobilitazione della comunità e al percorso della rassegna musicale "Germogli. Talee musicali per don Gino", ideata e curata da Laura Binetti. Per oltre un anno numerosi musicisti, legati a don Gino da rapporti di amicizia, si sono esibiti gratuitamente, consentendo attraverso le donazioni raccolte di finanziare il restauro della grande tela. Ad aprire il momento storico-artistico è stato don Michele Amorosini, direttore del Museo Diocesano di Molfetta, che ha illustrato il lavoro di ricerca, studio e catalogazione svolto dall'istituzione sul patrimonio sacro del territorio. Particolare attenzione è stata dedicata alla Chiesa di San Pietro e alla produzione del pittore Nicola Porta, autore della pala dell'altare maggiore e di gran parte dell'apparato artistico dell'edificio. Il restauro si inserisce in un percorso più ampio che ha già interessato altre opere della chiesa, tra cui le tele di Santa Geltrude e San Giovanni Battista e, in passato, quella della Flagellazione.
Don Pasquale Rubini, rettore di San Pietro e parroco del Duomo, ha espresso la gratitudine della comunità, sottolineando il valore non soltanto artistico, ma anche spirituale e sociale dell'intervento. Il recupero della tela diventa così anche uno strumento per mantenere viva la memoria di don Gino e della sua opera nella chiesa che ha a lungo custodito e seguito. Laura Binetti ha quindi ripercorso la nascita del progetto, spiegando come la musica abbia rappresentato lo strumento attraverso cui trasformare il ricordo in un'azione concreta di solidarietà. Un percorso condiviso che ha permesso di raccogliere le risorse necessarie per completare il restauro.
Lo storico dell'arte Francesco De Nicolo ha approfondito la storia della chiesa e dell'opera, soffermandosi sulla figura di Nicola Porta, sul suo rapporto artistico con Corrado Giaquinto e sulla complessa composizione della pala. Al centro della tela la Madonna con il Bambino, affiancata dai Santi Pietro e Paolo, mentre in primo piano compaiono i santi gemelli Benedetto e Scolastica, accompagnati dai simboli legati alle loro vite.
Particolarmente suggestivo il racconto della restauratrice Annamaria Chiapparino, che ha illustrato le diverse fasi dell'intervento: dalla messa in sicurezza e dalla velinatura del dipinto alla pulitura, fino al montaggio della tela su un nuovo telaio. Proprio durante la pulitura sono emersi anche alcuni "ripensamenti" dell'artista, visibili nelle modifiche apportate da Porta alla posizione e all'apertura delle dita delle mani dei santi.
A chiudere la serata è stato Biagio Stoia, priore della Confraternita di Maria SS. del Carmelo, che ha ricordato come il recupero della pala rappresenti il completamento di un percorso iniziato proprio da un'idea di don Gino. Già nel 2024, in occasione dell'esposizione dell'ovale di Santa Geltrude realizzata con il Museo Diocesano, il sacerdote aveva auspicato il progressivo recupero delle opere di San Pietro, indicando la volontà di partire "dal più piccolo per arrivare un giorno al più grande".
La raccolta fondi prosegue ora per completare il trittico dell'altare maggiore. Il prossimo intervento potrebbe riguardare l'ovale di San Giovanni Nepomuceno, dando continuità a un progetto nel quale arte, fede, memoria e solidarietà continuano a camminare insieme.