“Insuperabar” è realtà: inaugurato tra gli applausi l’orto-bistrot inclusivo di Molfetta
«Con questo progetto puntiamo a valorizzare il talento di questi ragazzi e queste ragazze, dando loro delle opportunità che meritano»
mercoledì 15 luglio 2026
9.16
La disabilità esiste fino a un certo punto. Esiste invece il valore da assegnare ad abilità diverse, anche sotto l'aspetto squisitamente professionale. È stato inaugurato Insuperabar, l'orto-bistrot inclusivo fortemente voluto da Contasudinoi, organizzazione di volontariato da tempo punto di riferimento per le sue iniziative di stampo solidale e inclusivo, non solo a Molfetta.
Insuperabar, che ha sede in via dei Viaggianti 2, è il culmine di un progetto finanziato nell'ambito dell'avviso pubblico "Impresa possibile" della Regione Puglia, sposato da LUO, (società da sempre attenta ai bisogni delle persone fragili) a sostegno di Cooperativa sociale Arancio, capofila del progetto.
L'inaugurazione ha visto la presenza del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, del vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi Domenico Basile e della vicesindaca di Molfetta Annalisa Altomare. Assieme a loro, molti altri esponenti istituzionali molfettesi e regionali, tutto questo per testimoniare il valore non solo simbolico, ma concretissimo di un progetto che vuole lasciare il segno.
Presenti soprattutto loro, i sette componenti del team di lavoro: Antonella, Dario, Daniela, Andrea, Alessandro, Pasqua e Susanna. Con i loro sorrisi, la loro spontaneità, la loro voglia di imparare, crescere e mettere a disposizione il proprio talento, sono stati i protagonisti del taglio del nastro.
«L'idea di Insuperabar nasce da una premessa tanto semplice quanto potente: non si deve lasciare nessuno indietro – afferma Diletta Rosati, presidente di Contasudinoi – E per rendere reale questo principio, occorre che la comunità non si fondi su un pietismo il più delle volte inutile, ma sia protagonista di un riscatto. È la comunità che lavora per la comunità. Con questo progetto puntiamo a valorizzare il talento di questi ragazzi e queste ragazze, dando loro delle opportunità che meritano. La loro passione, il loro entusiasmo ci riempie il cuore».
Nel corso del pomeriggio inaugurale c'è stato spazio anche per un momento teatrale, curato dal centro Zenith, associazione apprezzata e amata a ogni latitudine per la sua capacità di organizzare laboratori culturale e teatrali inclusivi. Perché certi messaggi hanno senso e valore a 360 gradi, in ogni ambito della quotidianità.
«La disabilità è un termine abusato – spiega Giulio Saitti, direttore generale di LUO – Per me non è esiste, o meglio esiste solo per quanto attiene alle barriere architettoniche e mentali e noi vogliamo abbatterle. Questi sono ragazzi semplicemente speciali. Avevamo in mente il progetto Insuperabar da tempo, abbiamo creato la squadra insieme a Cooperativa Arancio, abbiamo partecipato e dato avvio a questo progetto. Ecco, tra gli aspetti più belli, sottolineo proprio questo: siamo partiti da un foglio bianco e siamo arrivati fin qua».
«Parafrasando Sant'Agostino, che diceva "ama e fa' ciò che vuoi" – afferma Lelio Borgherese, presidente di LUO – noi diciamo "includi e fa' ciò che vuoi". Quando si lavora sull'inclusione dei talenti, delle persone, mettendo insieme pubblico e privato, impresa e cooperativa, si ottiene un risultato straordinario e qualcosa che dà senso e corpo all'essere comunità. Oggi trasformiamo questa parola in una realtà di fatto, con un'attenzione al green e al km 0. Non mancherà la tecnologia, elemento di inclusione al servizio delle persone. Oggi inizia un nuovo capitolo della nostra storia».
Insuperabar, che ha sede in via dei Viaggianti 2, è il culmine di un progetto finanziato nell'ambito dell'avviso pubblico "Impresa possibile" della Regione Puglia, sposato da LUO, (società da sempre attenta ai bisogni delle persone fragili) a sostegno di Cooperativa sociale Arancio, capofila del progetto.
L'inaugurazione ha visto la presenza del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, del vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi Domenico Basile e della vicesindaca di Molfetta Annalisa Altomare. Assieme a loro, molti altri esponenti istituzionali molfettesi e regionali, tutto questo per testimoniare il valore non solo simbolico, ma concretissimo di un progetto che vuole lasciare il segno.
Presenti soprattutto loro, i sette componenti del team di lavoro: Antonella, Dario, Daniela, Andrea, Alessandro, Pasqua e Susanna. Con i loro sorrisi, la loro spontaneità, la loro voglia di imparare, crescere e mettere a disposizione il proprio talento, sono stati i protagonisti del taglio del nastro.
«L'idea di Insuperabar nasce da una premessa tanto semplice quanto potente: non si deve lasciare nessuno indietro – afferma Diletta Rosati, presidente di Contasudinoi – E per rendere reale questo principio, occorre che la comunità non si fondi su un pietismo il più delle volte inutile, ma sia protagonista di un riscatto. È la comunità che lavora per la comunità. Con questo progetto puntiamo a valorizzare il talento di questi ragazzi e queste ragazze, dando loro delle opportunità che meritano. La loro passione, il loro entusiasmo ci riempie il cuore».
Nel corso del pomeriggio inaugurale c'è stato spazio anche per un momento teatrale, curato dal centro Zenith, associazione apprezzata e amata a ogni latitudine per la sua capacità di organizzare laboratori culturale e teatrali inclusivi. Perché certi messaggi hanno senso e valore a 360 gradi, in ogni ambito della quotidianità.
«La disabilità è un termine abusato – spiega Giulio Saitti, direttore generale di LUO – Per me non è esiste, o meglio esiste solo per quanto attiene alle barriere architettoniche e mentali e noi vogliamo abbatterle. Questi sono ragazzi semplicemente speciali. Avevamo in mente il progetto Insuperabar da tempo, abbiamo creato la squadra insieme a Cooperativa Arancio, abbiamo partecipato e dato avvio a questo progetto. Ecco, tra gli aspetti più belli, sottolineo proprio questo: siamo partiti da un foglio bianco e siamo arrivati fin qua».
«Parafrasando Sant'Agostino, che diceva "ama e fa' ciò che vuoi" – afferma Lelio Borgherese, presidente di LUO – noi diciamo "includi e fa' ciò che vuoi". Quando si lavora sull'inclusione dei talenti, delle persone, mettendo insieme pubblico e privato, impresa e cooperativa, si ottiene un risultato straordinario e qualcosa che dà senso e corpo all'essere comunità. Oggi trasformiamo questa parola in una realtà di fatto, con un'attenzione al green e al km 0. Non mancherà la tecnologia, elemento di inclusione al servizio delle persone. Oggi inizia un nuovo capitolo della nostra storia».