Il cammino della Pietà continua: Molfetta fa memoria del pellegrinaggio a Roma dieci anni dopo

Il decennale del pellegrinaggio del 22 maggio 2016: due giorni di preghiera, immagini e racconto confraternale

sabato 6 giugno 2026 17.14
Ci sono giorni che smettono di essere soltanto una data sul calendario e diventano parola di Vangelo scritta nella storia di una comunità. Il 22 maggio 2016 è uno di questi giorni: quando la Pietà di Giulio Cozzoli, portata a spalla dal "fiume" dei camici neri, AdM ı press ı post event attraversò Roma fino a entrare nella Basilica di San Pietro, nel cuore del Giubileo della Misericordia, Molfetta riconobbe in quel passo lento e orante qualcosa di più di un evento straordinario. In quel cammino la città si scoprì popolo in pellegrinaggio inserito a pieno titolo nel respiro della Chiesa universale. Dieci anni dopo, la due giorni del 21 e 22 maggio 2026 – promossa dal Comitato per il decennale del pellegrinaggio della Pietà a Roma – ha voluto tornare a quella grazia non per nostalgia, ma per discernimento.

La memoria del pellegrinaggio è stata riletta come "cammino ancora aperto", chiamata a rinnovare la vocazione confraternale dell'Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero e, con essa, il volto ecclesiale della città. La prima tappa è stata l'inaugurazione della mostra fotografica documentale nella Chiesa della Morte: un vero piccolo "itinerario spirituale" fatto di immagini, volti, gesti. Scorrendo le fotografie della partenza, del cammino lungo Via della Conciliazione, dell'Angelus con il Papa, dell'ingresso dalla Porta del Filarete e dell'incontro tra la Pietà di Cozzoli e la Pietà di Michelangelo, non si contempla solo un passato glorioso. Si riconosce, piuttosto, la fedeltà di Dio che ha accompagnato la storia di un popolo e continua a chiamarlo a una fede più consapevole e condivisa. Il cuore della celebrazione è stato la liturgia del 22 maggio nella Chiesa del Purgatorio, presieduta dal padre spirituale don Pinuccio Magarelli.

Qui la memoria è tornata alla sua sorgente: l'Eucaristia, rendimento di grazie e sorgente di ogni cammino ecclesiale. Nel raccogliere la confraternita e la città attorno all'altare, la Messa ha ricordato che ogni tradizione autentica nasce e rinasce dall'ascolto della Parola e dal Pane spezzato, e che nessun gesto, per quanto suggestivo, ha futuro se non si lascia rigenerare dal Vangelo. Al termine della celebrazione, la posa e la benedizione della lastra commemorativa ai piedi della scalinata del Purgatorio hanno donato alla città un segno di pietra, umile e tenace, come la fede dei confratelli. Quella lastra, che ricorda il "Solenne Pellegrinaggio della Pietà a Roma – 22 maggio 2016", è come una piccola "memoria liturgica" incastonata nel quotidiano: chi entra e chi esce dal tempio la calpesta e, senza forse accorgersene, viene affidato a quella storia di preghiera, di fatica, di comunione. A suggellare la ricorrenza è stata la presentazione del volume "La Pietà a Roma.

Quando Molfetta varcò San Pietro", che raccoglie testimonianze, riflessioni e cronache di confratelli e protagonisti di quel pellegrinaggio. Non è soltanto un libro da scaffale, ma un "racconto di fede" che restituisce al popolo molfettese la voce di chi ha camminato, pregato, sofferto e gioito in quei giorni, perché nulla di ciò che è stato vissuto nella luce di Dio vada perduto. «A dieci anni da quel pellegrinaggio – ricorda il Priore Girolamo Caputi – l'Arciconfraternita sente il dovere spirituale e morale di custodirne il lascito e di consegnarlo con fedeltà alle nuove generazioni». Questa ricorrenza non è soltanto memoria di un fatto straordinario, ma richiamo a vivere più intensamente la vocazione confraternale, nella preghiera, nella comunione e nel servizio». In queste parole risuona il profilo più autentico della confraternita: non solo custode di riti preziosi, ma scuola di Vangelo, luogo dove la fede si fa stile di vita e servizio concreto ai fratelli.

Nella stessa direzione si pone la voce del Priore pro tempore nel 2016, Giuseppe de Candia, oggi referente del Comitato per il decennale: «Il 22 maggio 2016 non è stato soltanto un giorno memorabile, ma una grazia che ha segnato nel profondo la storia della nostra confraternita e della stessa città di Molfetta. Tornare oggi a quella esperienza significa rendere grazie al Signore per ciò che abbiamo vissuto e rinnovare quel filo di spiritualità che allora unì Molfetta a Roma e che ancora oggi vibra nel cuore del nostro popolo» È il linguaggio della gratitudine, ma anche della responsabilità: nulla è dato una volta per tutte, tutto chiede di essere custodito e rimesso in cammino. Il valore di queste celebrazioni nasce anche dalla collaborazione con chi ha scelto di condividere un momento di così profondo significato per la comunità.

In tale spirito si rinnova la gratitudine nei confronti di Dai Optical Industries, nella persona di Onofrio de Gennaro, LUO, nella persona di Giulio Saitti, e Conta su di noi - Onlus, nella persona di Diletta Rosati, che con partecipazione e sensibilità hanno sostenuto generosamente e contribuito concretamente alla realizzazione di un appuntamento che rinnova memoria, identità e devozione. Il decennale del pellegrinaggio della Pietà a Roma si chiude così non sotto il segno della nostalgia, ma sotto quello della promessa. La promessa di una fede che continua a camminare sulle strade di Molfetta, dietro il passo lento della Madre Addolorata; la promessa di una confraternita che vuole essere, nel tessuto della diocesi, piccola ma eloquente parabola di comunione; la promessa di una città che riconosce, in quella statua portata a spalla fino a San Pietro, il volto più vero del proprio legame con la Chiesa. Per questo la Pietà a Roma non è soltanto un capitolo bello da ricordare. È una pagina che chiede di essere riletta, pregata e continuata. Ogni volta che il camice nero si rimette sulle spalle, ogni volta che la processione attraversa le vie del centro storico, ogni volta che un giovane bussa alla porta del Purgatorio sentendosi chiamato per nome. In quel passo comune, la memoria diventa futuro, e il cammino della Pietà continua davvero.