Dragaggio del porto di Molfetta: si attiva un fronte contro il progetto

Movimenti, partiti e sindacati chiedono la sospensione cautelativa della gara

martedì 3 febbraio 2026
Dopo oltre tre mesi di silenzio istituzionale, si riaccende lo scontro sul progetto integrato di dragaggio e gestione dei sedimenti del Porto di Molfetta. Movimenti civici, associazioni ambientaliste, partiti di opposizione e organizzazioni sindacali hanno inviato il 1° febbraio 2026 una nuova istanza formale, trasmessa via PEC, per sollecitare il Comune e gli enti competenti a sospendere con effetto cautelativo la procedura di gara attualmente in corso.

La nuova iniziativa nasce dal mancato riscontro all'istanza precedente, inviata il 27 ottobre 2025 e acquisita al protocollo comunale con il n. 87803, con la quale le stesse organizzazioni chiedevano la sospensione dell'efficacia dei provvedimenti amministrativi relativi alla gara. Nonostante il decorso di oltre novanta giorni, spiegano i firmatari, «non è pervenuto alcun riscontro o risposta formale da parte dell'Amministrazione comunale», in violazione dei termini previsti dalla Legge 241/1990.

Nel documento di sollecito, indirizzato al Presidente della Regione Puglia, al Commissario straordinario del Comune di Molfetta, ai dirigenti competenti e ai responsabili del procedimento, le organizzazioni evidenziano come la procedura di gara sia «tuttora in corso, nella fase di valutazione delle offerte tecnico-economiche», circostanza che, a loro giudizio, potrebbe esporre l'ente a un potenziale danno erariale.

Al centro delle contestazioni vi sarebbero diversi vizi amministrativi nel PFTE posto a base di gara. Tra questi, l'«assenza del Piano Comunale della Costa vigente, a dispetto di quanto dichiarato negli atti», l'«erroneo richiamo autorizzativo» a un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici rilasciato nel 2017 esclusivamente per gli interventi di dragaggio e non per la realizzazione della vasca di raccolta dei sedimenti sotto il lungomare Marcantonio Colonna, in area urbana e fuori dal perimetro del Piano Regolatore Portuale.

Viene inoltre richiamato il «parere non concorde del referente per la Valutazione di Impatto Paesaggistico», emerso nel provvedimento di esclusione dalla procedura di VIA del 28 aprile 2023, nonché la scadenza, a dicembre 2025, della validità triennale delle analisi di caratterizzazione dei fondali e delle aree destinate alla vasca di colmata. A ciò si aggiunge l'Ordinanza della Capitaneria di Porto di Molfetta del 15 dicembre 2025, che proroga al 31 dicembre 2026 la bonifica dagli ordigni bellici, in coincidenza con il termine amministrativo per l'utilizzo dei fondi FESR 2014/2020 destinati al progetto.

Secondo i firmatari, mancherebbero anche una «relazione comparativa sulle alternative localizzative della vasca di colmata» e il «coinvolgimento consultivo della cittadinanza nella redazione del PFTE, come previsto dalle norme vigenti».

Alla luce della «rilevanza urbanistica, ambientale e sociale degli interventi» e della «ampia mobilitazione civica e politica» in corso a Molfetta, le organizzazioni chiedono formalmente un riscontro entro 15 giorni e rinnovano la richiesta di sospensione della procedura ai sensi dell'articolo 21-quater della Legge 241/1990, oltre alla convocazione di un incontro istituzionale per discutere nel merito le criticità sollevate.

Nel documento si avverte infine che, «in assenza di riscontro entro i termini previsti», i firmatari «si riservano di adire le sedi competenti, ivi compresa la Procura della Repubblica», per la tutela dei diritti riconosciuti dall'ordinamento. Tra i sottoscrittori figurano, tra gli altri, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista, CGIL, CISL, UIL, Legambiente, Libera e numerose associazioni civiche locali.