Da Bisceglie al Centrale di Roma contro Sinner: il filo che lega Andrea Pellegrino al Tennis Club Molfetta

Dietro l’impresa, una storia che passa anche dalla nostra città e dall’eredità sportiva di papà Mimmo

martedì 12 maggio 2026 8.47
Una partita che resterà nella storia e che Andrea Pellegrino ricorderà per tutta la carriera. Oggi il tennista di Bisceglie affronterà Jannik Sinner sul campo centrale degli Internazionali d'Italia, in una sfida dal fascino straordinario contro l'attuale numero uno del mondo.

Per Andrea Pellegrino, 29 anni, si tratta del punto più alto di un percorso costruito con sacrificio, lavoro quotidiano e determinazione. Un traguardo condiviso con il suo team — a partire dal coach Andrea Trono — con la sua famiglia e con un'intera città, Bisceglie, che oggi sogna insieme a lui. L'accesso agli ottavi è arrivato dopo una prestazione memorabile contro Frances Tiafoe. Pellegrino ha iniziato il match con grande autorità, salvo poi vivere un primo set complicatissimo: avanti 4-0, si è ritrovato sotto 5-6 in un tie-break tesissimo. Ma proprio nei momenti più delicati ha mostrato forza mentale e carattere, annullando un set point sul 7-8 e chiudendo 10-8 dopo continui capovolgimenti di fronte.

Nel secondo set il pugliese ha dominato gli scambi, trascinato da un diritto devastante che ha costretto Tiafoe a rincorrere da una parte all'altra del campo fino al definitivo 6-1. Dietro questa crescita c'è anche la figura del padre Mimmo Pellegrino, primo maestro e oggi suo coach. Ed è proprio attraverso Mimmo che emerge il legame speciale con il Tennis Club Molfetta che ha raccontato sui social questa storia.

Oltre quarant'anni fa, infatti, Mimmo faceva parte della squadra del circolo molfettese. Una fotografia del 1981 lo ritrae insieme ai compagni di allora, protagonisti di un tennis vissuto con passione autentica e spirito di amicizia. Tra gli aneddoti rimasti nella memoria c'è quello del celebre grido "Dnaro" — storpiatura in slang americano di "Denaro", soprannome del custode del club — diventato il motto goliardico della squadra durante le partite.

Un ricordo che ancora oggi resiste al tempo: quando Mimmo e i suoi ex compagni del Tennis Club Molfetta si incontrano, continuano a salutarsi proprio con quel simpatico "Dnaro". E così, mentre Andrea Pellegrino si prepara a vivere la notte più importante della sua carriera contro Sinner, Molfetta ritrova orgogliosamente un pezzo della propria storia sportiva sul Centrale di Roma. Perché certe imprese nascono molto prima dei riflettori internazionali: nascono nei circoli, nelle amicizie sincere e nella passione tramandata di padre in figlio.