Attirato in una trappola e ucciso a colpi di pistola, 7 indagati. I NOMI
Due i fermati per l'omicidio di Antony La Forgia, tra cui Michele Parisi. Ricostruita anche una presunta reazione maturata il giorno dopo
mercoledì 8 luglio 2026
7.39
Sarebbe stato attirato in una trappola con una telefonata dell'amico, costretto a chiamarlo, e ucciso a colpi d'arma da fuoco da due persone, fra cui un 16enne. È la ricostruzione contenuta nel decreto di fermo della Procura della Repubblica di Trani per l'omicidio di Antony La Forgia, 22 anni, il 16 giugno scorso a Molfetta.
I fermati sono Michele Parisi, 53 anni, detto «Francesin», salito agli onori della cronaca nel 2022 per le nozze in carrozza, e Ilario Camporeale, 23 anni, accusati di omicidio aggravato, porto e detenzione illegale di armi e violenza privata. Per l'accusa, avrebbero agito con un 16enne. 7 gli indagati: con loro anche Alessandro Detaro, di 43 anni, la moglie Maria Consiglia Cilardi, di 41, il figlio Francesco, di 23, il fratello della vittima, Samuel La Forgia, di 21, e Fiorenzo Cappelluti, di 44.
Per la Procura, Parisi, Camporeale e un 16enne avrebbero fatto salire in una Citroen C4 un 19enne amico della vittima con la scusa di bere qualcosa insieme. Poi, impugnando due pistole e picchiandolo, l'avrebbero costretto a telefonare a La Forgia, dicendogli che era stato picchiato e chiedendogli di raggiungerlo. Quando La Forgia è arrivato, con la compagna, e ha invitato l'amico ad andare via, sarebbero entrati in azione Camporeale e il minorenne, entrambi col passamontagna.
Sarebbe stato il 16enne, secondo l'accusa, ad esplodere diversi colpi di arma da fuoco contro il 22enne, causandone la morte. La Procura contesta le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti oppure futili e dell'aver agito in orario notturno, approfittando di circostanze tali da ostacolare la difesa pubblica e privata. A Parisi viene contestata anche la recidiva specifica e reiterata. Nel provvedimento è ricostruita una presunta reazione maturata il giorno successivo al delitto.
Per l'accusa, i due Detaro, Cilardi e La Forgia avrebbero detenuto e portato in luogo pubblico un'arma da sparo «al fine di porre in essere una azione vendicativa» nei confronti degli autori dell'omicidio. In particolare, l'arma sarebbe stata custodita nell'abitazione familiare di Detaro e di Cilardi. Dopo diversi contatti telefonici sulle modalità di consegna, sempre secondo la Procura di Trani, Cilardi l'avrebbe consegnata a Samuel La Forgia e a un terzo soggetto non ancora identificato.
A Francesco Detaro viene contestato un ulteriore caso di detenzione e di porto di arma. Cappelluti è accusato di favoreggiamento. Dopo essere stato sentito dai militari, avrebbe raggiunto Parisi e gli avrebbe riferito il contenuto delle dichiarazioni rese, facendogli comprendere che le indagini erano indirizzate verso di lui.
I fermati sono Michele Parisi, 53 anni, detto «Francesin», salito agli onori della cronaca nel 2022 per le nozze in carrozza, e Ilario Camporeale, 23 anni, accusati di omicidio aggravato, porto e detenzione illegale di armi e violenza privata. Per l'accusa, avrebbero agito con un 16enne. 7 gli indagati: con loro anche Alessandro Detaro, di 43 anni, la moglie Maria Consiglia Cilardi, di 41, il figlio Francesco, di 23, il fratello della vittima, Samuel La Forgia, di 21, e Fiorenzo Cappelluti, di 44.
Per la Procura, Parisi, Camporeale e un 16enne avrebbero fatto salire in una Citroen C4 un 19enne amico della vittima con la scusa di bere qualcosa insieme. Poi, impugnando due pistole e picchiandolo, l'avrebbero costretto a telefonare a La Forgia, dicendogli che era stato picchiato e chiedendogli di raggiungerlo. Quando La Forgia è arrivato, con la compagna, e ha invitato l'amico ad andare via, sarebbero entrati in azione Camporeale e il minorenne, entrambi col passamontagna.
Sarebbe stato il 16enne, secondo l'accusa, ad esplodere diversi colpi di arma da fuoco contro il 22enne, causandone la morte. La Procura contesta le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti oppure futili e dell'aver agito in orario notturno, approfittando di circostanze tali da ostacolare la difesa pubblica e privata. A Parisi viene contestata anche la recidiva specifica e reiterata. Nel provvedimento è ricostruita una presunta reazione maturata il giorno successivo al delitto.
Per l'accusa, i due Detaro, Cilardi e La Forgia avrebbero detenuto e portato in luogo pubblico un'arma da sparo «al fine di porre in essere una azione vendicativa» nei confronti degli autori dell'omicidio. In particolare, l'arma sarebbe stata custodita nell'abitazione familiare di Detaro e di Cilardi. Dopo diversi contatti telefonici sulle modalità di consegna, sempre secondo la Procura di Trani, Cilardi l'avrebbe consegnata a Samuel La Forgia e a un terzo soggetto non ancora identificato.
A Francesco Detaro viene contestato un ulteriore caso di detenzione e di porto di arma. Cappelluti è accusato di favoreggiamento. Dopo essere stato sentito dai militari, avrebbe raggiunto Parisi e gli avrebbe riferito il contenuto delle dichiarazioni rese, facendogli comprendere che le indagini erano indirizzate verso di lui.