La Guardia di Finanza
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Cronaca

Armi e droga dall'Albania, le Fiamme Gialle piombano a Molfetta

Operazione della Guardia di Finanza: 20 gli arrestati, c'è anche il molfettese Raffaele Grosso. Sequestrati beni per oltre 1 milione di euro

Oggi i finanzieri di Bari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ben 20 persone residenti a Molfetta, dove è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari il 69enne Raffaele Grosso (Frank), Bari, Mola di Bari, Polignano a Mare, Cellamare, Bisceglie, e anche nelle province di Brindisi e Lecce.

I finanzieri del Gruppo d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata di Bari, (l'operazione di polizia ha visto l'impiego di più di 100 finanzieri e di 4 unità cinofile, con l'ausilio di un elicottero AW 139 del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, nda) all'alba di oggi hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Bari, nei confronti di 20 persone, per lo più residenti nel centro storico di Bari, accusate dei reati di traffico di droga e di armi dall'Albania.

Si tratta di una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che in due anni ha prodotto il sequestro di tonnellate di marijuana, pistole e di fucili mitragliatori. L'organizzazione criminale italo-albanese ha messo in piedi un imponente traffico di sostanze stupefacenti e di armi. I natanti utilizzati per il traffico di droga dalle coste albanesi a quelle pugliesi - gommoni transoceanici dotati di potenti motori fuoribordo - erano spesso rubati e successivamente modificati per il trasporto di grandi quantità di marijuana, rimuovendo gli arredi nautici, ampliando la capacità dei serbatoi e potenziando le motorizzazioni.

Le indagini hanno consentito anche il sequestro di 8 gommoni utilizzati per il trasporto della droga dalle coste albanesi a quelle del litorale a sud di Bari. Al termine della fase investigativa, il giudice per le indagini preliminari, accogliendo la richiesta formulata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha emesso l'ordinanza applicativa di misure cautelari personali eseguita oggi, nonché un decreto di sequestro preventivo.

Le indagini hanno consentito di ricostruire in la fitta rete di trafficanti internazionali di droga pugliesi ed albanesi, in grado di movimentare ingenti quantità di narcotico. Gli accertamenti, oltre a consentire il sequestro di 5,3 tonnellate di marijuana, hanno rivelato la disponibilità di armi (comuni e da guerra), da parte degli stessi membri dell'organizzazione: infatti, sono state sequestrate 10 pistole semiautomatiche e 2 fucili mitragliatori kalashnikov.

Non si esclude che le armi sequestrate potessero servire ad affermare e consolidare la propria egemonia criminale nel territorio barese, in cui operano gruppi delinquenziali spesso frammentati, in conflitto tra loro per la spartizione delle zone in cui esercitare le proprie attività illecite, tra cui spicca il traffico di marijuana proveniente dalla sponda opposta dell'Adriatico.

In più, sono stati posto sotto sequestro beni risultati essere nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, consistenti in 6 immobili e 27 rapporti finanziari. L'operazione ha portato le Fiamme Gialle anche a Mola di Bari, Polignano, Cellamare, Molfetta, Bisceglie e nelle province di Brindisi e Lecce.

Gli arresti di oggi rappresentano l'epilogo di una lunga e complessa indagine svolta dal dicembre 2015 al febbraio 2017 dagli uomini del GOA - Grandi Operazioni Antidroga -, che ha portato dietro le sbarre i componenti di un'organizzazione criminale composta da italiani - tra cui personaggi vicini al clan Strisciuglio - e albanesi, ritenuti responsabili di molteplici reati che vanno dall'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti alla produzione e detenzione di droga, alla cessione, detenzione e porto abusivo di armi clandestine, al furto e alla ricettazione.

In carcere sono finiti il boss albanese Janku Kristo Dhimitraq (alias Janku Kristo, Gjonxha Ilirian, Helmi Harrilla, Lo Zio) 50 anni, Giuseppe Vispo (alias U'Leng) 36 anni, Piero Volpe, 38 anni, Michele Volpe, 41 anni, Alessandro Volpe (alias Fafuec), 36 anni, Francesco Strisciuglio (alias Piripicchio), 43 anni, Francesco Tisti (alias Ciccillo), 46 anni, Lorenzo Pezzolla (alias Enzuccio), 54 anni, e Antonio Antelmi, 33 anni.

Arrestato anche Antonio Prudentino, 36 anni, di Ostuni, figlio del noto boss brindisino Francesco Prudentino, alias "Ciccio la busta", ritenuto una 'primula rossa' del contrabbando di sigarette, oggi 70enne. In particolare, Prudentino junior risponde del traffico dei due fucili d'assalto muniti di tre caricatori e relative munizioni.

Altre 5 persone sono finite agli arresti domiciliari. Sono Simone Bressani, 40 anni, Vito Modesto Colella, 58 anni, Vincenzo Lobuono (alias U'Curt), 34 anni, Giuseppe Ruggiero (alias Rivera), 38 anni, e il molfettese Raffaele Grosso (alias Frank), 69 anni. Obbligo di dimora, infine, per Cosimo Ciampi (alias Mimmo), Alessio Ventrella, Giacomo Palmisano, Sebastiano Acquaviva e Domenico Remini (alias Pondin).
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