La Clean Up Molfetta rischia, ma batte la NM Corato: finisce 72-69
Tre i molfettesi in doppia cifra oltre Chiriatti: Kotnik (19 punti e 10 rimbalzi) e Sasso (16 punti)
lunedì 2 febbraio 2026
9.34
Partita bella e sofferta. E vittoria con il brivido per la Clean Up Molfetta che, nel diciassettesimo turno del campionato di serie C interregionale, battezza il mese di febbraio con il successo (72-69) su una pur fastidiosa Nuova Matteotti Corato. I biancorossi, infatti, conducono sin dal primo minuto (60-46 il parziale alla mezz'ora di gioco) nonostante una bassa percentuale realizzativa ai tiri liberi (54%), prima di subire un violento break da 23 punti che riapre i conti. Nel concitato finale, però, i padroni di casa ritrovano intensità difensiva e, guidati dalla mano esperta di Chiriatti (12 punti e 15 rimbalzi), la portano meritatamente a casa, festeggiando l'ottava vittoria stagionale e raggiungendo, a quota 16 punti, proprio Corato. Missione aggancio riuscita. Tre i molfettesi in doppia cifra oltre Chiriatti: Kotnik (19 punti e 10 rimbalzi) e Sasso (16 punti).
Al PalaPoli, Gesmundo, ancora senza Didonna, inizia con Sasso, Chiriatti, Altamura, Mongelli e Kotnik. L'avvio è equilibrato (al 4-6 di Pollice, primo vantaggio ospite, risponde Altamura dai 6.75, 7-6), poi Kotnik fa valere la sua fisicità e i suoi 205 centimetri e tocca il 13-8, prima di subire un break di 0-6 che vede protagonisti Zanassi, Marino e Pollice: 13-14. Le squadre si scambiano parziali, ma la gara sembra non avere un padrone. Al 10' è 17-16. Le triple di Chiriatti, Altamura e Sasso scavano il solco (28-20), il canestro di Kotnik apre al vantaggio in doppia cifra (30-20) a cui risponde la tripla di Marchioli e l'en plein di Pollice in lunetta: 30-25. Mongelli spezza il break (33-25), ma Corato sta sul pezzo e ricuce sino al 33-29.
Kotnik, ispirato, è un fattore determinante sotto le plance, Solimini benissimo da oltre l'arco, Costa completa l'opera. Così la Clean Up scappa e negli spogliatoi si va sul 40-29. Molfetta riparte subito forte trascinata dai canestri di Sasso e dalla tripla di Kotnik (47-31), ma i punti di Mastrodonato, Pollice e il gioco da tre punti di Zanassi (0-8) permettono a Corato di riavvicinarsi: 47-39. I biancorossi conducono avanti di 10 lunghezze, gli ospiti collezionano tecnici, Sasso firma il massimo vantaggio (60-43), con la Nuova Matteotti che riduce sino al 60-46 al 30'. Gli ospiti giocano a zona nell'ultimo quarto e con un parziale di 5-14 tornano prepotentemente in partita: 65-60. A scacciare i fantasmi ci provano Sasso (68-60) e Chiriatti (70-65), ma Marchioli e Pollice firmano l'incredibile -1: 70-69. Punto a punto, Chiriatti fa 2/4 in lunetta, il tiro della disperazione di De Santis non tocca nemmeno il ferro. Vince Molfetta 72-69.
«È un successo che ha un valore enorme: era importantissimo vincere soprattutto per la classifica - ha detto coach Giovanni Gesmundo a fine partita -. Peccato non aver ribaltato il quoziente di differenza canestri calcolato nei due scontri diretti, ma abbiamo fatto delle percentuali bassissime ai liberi. Può capitare, però, siamo molto contenti». I biancorossi hanno condotto dal primo minuto, prima dell'inatteso black-out nell'ultimo quarto: «Corato, squadra ben allenata e organizzata, si è messa a zona - ha detto il tecnico -, mentre noi, invece di rimanere concentrati sulla gara, ci siamo innervositi e abbiamo perso lucidità, ma fa tutto parte del processo di maturazione che stiamo vivendo. E poi i liberi, perché probabilmente con una percentuale più alta avremmo ampliato il divario e tenuto Corato a distanza da un eventuale recupero che poi c'è stato», ha concluso Gesmundo.
Al PalaPoli, Gesmundo, ancora senza Didonna, inizia con Sasso, Chiriatti, Altamura, Mongelli e Kotnik. L'avvio è equilibrato (al 4-6 di Pollice, primo vantaggio ospite, risponde Altamura dai 6.75, 7-6), poi Kotnik fa valere la sua fisicità e i suoi 205 centimetri e tocca il 13-8, prima di subire un break di 0-6 che vede protagonisti Zanassi, Marino e Pollice: 13-14. Le squadre si scambiano parziali, ma la gara sembra non avere un padrone. Al 10' è 17-16. Le triple di Chiriatti, Altamura e Sasso scavano il solco (28-20), il canestro di Kotnik apre al vantaggio in doppia cifra (30-20) a cui risponde la tripla di Marchioli e l'en plein di Pollice in lunetta: 30-25. Mongelli spezza il break (33-25), ma Corato sta sul pezzo e ricuce sino al 33-29.
Kotnik, ispirato, è un fattore determinante sotto le plance, Solimini benissimo da oltre l'arco, Costa completa l'opera. Così la Clean Up scappa e negli spogliatoi si va sul 40-29. Molfetta riparte subito forte trascinata dai canestri di Sasso e dalla tripla di Kotnik (47-31), ma i punti di Mastrodonato, Pollice e il gioco da tre punti di Zanassi (0-8) permettono a Corato di riavvicinarsi: 47-39. I biancorossi conducono avanti di 10 lunghezze, gli ospiti collezionano tecnici, Sasso firma il massimo vantaggio (60-43), con la Nuova Matteotti che riduce sino al 60-46 al 30'. Gli ospiti giocano a zona nell'ultimo quarto e con un parziale di 5-14 tornano prepotentemente in partita: 65-60. A scacciare i fantasmi ci provano Sasso (68-60) e Chiriatti (70-65), ma Marchioli e Pollice firmano l'incredibile -1: 70-69. Punto a punto, Chiriatti fa 2/4 in lunetta, il tiro della disperazione di De Santis non tocca nemmeno il ferro. Vince Molfetta 72-69.
«È un successo che ha un valore enorme: era importantissimo vincere soprattutto per la classifica - ha detto coach Giovanni Gesmundo a fine partita -. Peccato non aver ribaltato il quoziente di differenza canestri calcolato nei due scontri diretti, ma abbiamo fatto delle percentuali bassissime ai liberi. Può capitare, però, siamo molto contenti». I biancorossi hanno condotto dal primo minuto, prima dell'inatteso black-out nell'ultimo quarto: «Corato, squadra ben allenata e organizzata, si è messa a zona - ha detto il tecnico -, mentre noi, invece di rimanere concentrati sulla gara, ci siamo innervositi e abbiamo perso lucidità, ma fa tutto parte del processo di maturazione che stiamo vivendo. E poi i liberi, perché probabilmente con una percentuale più alta avremmo ampliato il divario e tenuto Corato a distanza da un eventuale recupero che poi c'è stato», ha concluso Gesmundo.