La Clean Up Molfetta, fra orgoglio e fiato corto, cade a Foggia

Pesano le assenze di Sasso, Mongelli e Sciangalepore

domenica 8 marzo 2026 18.26
Sconfitta con l'onore delle armi per la Clean Up Molfetta che cade sul parquet di Foggia con il finale di 80-69 nel ventiduesimo turno del campionato di serie C interregionale. Senza gli indisponibili Sasso, Mongelli e Sciangalepore e con capitan Didonna gravato di tre falli dall'inizio della contesa, i biancorossi, arrivati nel capoluogo dauno con soli 9 effettivi in lista, hanno tenuto testa agli avversari, cedendo per l'undicesima volta dall'inizio dell'anno. I padroni di casa hanno condotto per larghissimi tratti, trovando l'accelerazione decisiva nel terzo quarto, con gli ospiti che nel finale hanno cercato di trovare la via del tiro da tre - in una serata con una percentuale del 36% (9/25) -, ma senza alcuna fortuna. Da sottolineare le prove di Didonna (13 punti e 3 assist), di Kotnik (12 punti) e di Costa (11 punti e 3 assist).

A Foggia, Gesmundo, privo degli indisponibili Sasso, Mongelli e Sciangalepore, si presenta con Costa, Chiriatti, Solimini, Kotnik e Didonna. E proprio il capitano diventa il grande protagonista in avvio (sua la tripla del 7-12), costringendo la panchina di casa al primo time out. Kotnik, anche lui da oltre l'arco dei 6.75, tira e segna (11-15), mentre Canistro con una tripla toglie il tappo dal canestro avversario (14-15) e la successiva bomba di Indelicato regala il primo vantaggio ai foggiani (17-15), avanti 24-20 al 10'. Molfetta, che prova a non scomporsi più di tanto (break di 2-5 per il -1 ospite, 26-25), vede allontanarsi il Cus che costruisce un 10-2 di parziale con due triple messe a bersaglio: 36-27. Solimini e Indelicato si sfidano da oltre l'arco, Dudik raggiunge la doppia cifra di vantaggio (41-31), ma il finale premia i biancorossi che accorciano a -7: 47-40.

La ripresa si apre con un 7-2 che permette a Foggia di portarsi sul 54-42. È il solito Didonna a tenere in partita i suoi (parziale di 0-6, punteggio di 54-48), ma la squadra di casa accelera, lasciando i molfettesi, che accusano la fatica per lo sforzo profuso e le rotazioni ridotte all'osso, a quota 48 punti e volando sul +16: 64-48 dopo il 2/2 dalla lunetta di Liukko. All'ultimo mini intervallo sono 15 i punti da recuperare, 70-55. L'ultimo parziale riparte sull'asse Didonna-Kotnik (70-58), ma i tiri della disperazione di Altamura, Didonna e Chiriatti sbattono sul ferro. Ianzano, dopo l'ennesimo ferro di Kotnik, festeggia il +21 (massimo vantaggio dauno, 79-58). Sembra davvero finita, ma Molfetta ha orgoglio da vendere e grazie al gioco da tre di Chiriatti e alle triple di Altamura limita il passivo, fino all'80-69 finale.

Il post-gara. «Abbiamo provato a sporcare la gara cercando di lucrare su alcune loro caratteristiche - è l'analisi di coach Gesmundo al termine della gara -, ma alla lunga le rotazioni ridotte e anche le loro buone percentuali al tiro hanno permesso al Foggia di vincere la partita», costringendo i molfettesi allo stop fuori casa. Per il coach biancorosso «era comunque importante vendere cara la pelle e lo abbiamo fatto», ha detto. I molfettesi restano al sesto posto, in attesa dei risultati di domenica, quando mancano appena quattro giornate al termine della stagione regolare con il campionato che si concluderà il 4 aprile. «Continueremo a lavorare in vista del finale di stagione come, d'altronde, siamo abituati a fare, andando oltre le difficoltà, da agosto», ha concluso Gesmundo.