Corato Calcio, è caos verso la sfida con la Molfetta Sportiva: «Non scenderemo in campo»
La società neroverde minaccia di non presentarsi nella gara d'andata del primo turno di coppa
mercoledì 9 settembre 2026
La sfida tra Corato Calcio e Molfetta Sportiva, valida per l'andata dei sedicesimi di finale di Coppa Italia Promozione e in programma domani, giovedì 10 settembre, rischia di non disputarsi. Il Corato Calcio ha infatti annunciato che non scenderà in campo, al termine di una giornata caratterizzata da un duro confronto con l'Amministrazione comunale sulla gestione dello stadio e sulla disponibilità degli impianti sportivi.
La società coratina ha definito la decisione «grave, sofferta e dolorosa», ma inevitabile davanti a una situazione che, secondo il club, avrebbe ormai superato ogni limite di tollerabilità. Il problema non riguarda soltanto la gara di Coppa Italia contro la Molfetta Sportiva, ma più in generale la possibilità per la Prima Squadra di avere una sede stabile per disputare le partite casalinghe e svolgere regolarmente gli allenamenti.
Il Corato ha contestato in particolare la ricostruzione fornita nei giorni scorsi dall'Amministrazione comunale, sostenendo che gli atti ufficiali raccontino una situazione differente rispetto alle dichiarazioni pubbliche. Ma è soprattutto la situazione dello stadio a rappresentare, secondo la società, il nodo centrale della vicenda. Sempre il 4 settembre il Comune ha adottato l'ordinanza dirigenziale numero 175, nella quale vengono richiamate problematiche relative all'occupazione di alcuni locali e alle funzioni di custodia, gestione e pulizia dell'impianto. L'ordinanza, sottolinea il Corato, parla di «effettiva interruzione dell'esercizio delle funzioni di custodia, gestione e pulizia dell'impianto» e di un «concreto pregiudizio» alla ripresa delle attività sportive, indicando tra gli appuntamenti interessati anche la partita del 6 settembre della Prima Squadra.
Il club respinge quindi l'idea di aver scelto autonomamente di giocare lontano da Corato soltanto per poter garantire la presenza del pubblico. «Il Corato Calcio non ha creato il problema dello stadio: lo sta subendo», sostiene la società, distinguendo inoltre tra l'utilizzo dell'impianto concesso al club e la gestione dello stesso, affidata dal Comune ad ASIPU.
La situazione, però, è ormai arrivata a un punto di rottura. Il Corato afferma di non avere nemmeno la certezza di un campo sul quale allenarsi con continuità e considera questa condizione incompatibile con la programmazione di una stagione sportiva. Da qui l'annuncio più pesante: giovedì la squadra non si presenterà per la gara di Coppa Italia contro la Molfetta Sportiva. Ma il presidente Francesco Colabella è andato oltre, manifestando la volontà di ritirare il Corato dal campionato qualora non dovesse arrivare «un immediato e radicale cambio di atteggiamento dell'Amministrazione» accompagnato da una soluzione certa per campo di gara e allenamenti.
La società coratina ha definito la decisione «grave, sofferta e dolorosa», ma inevitabile davanti a una situazione che, secondo il club, avrebbe ormai superato ogni limite di tollerabilità. Il problema non riguarda soltanto la gara di Coppa Italia contro la Molfetta Sportiva, ma più in generale la possibilità per la Prima Squadra di avere una sede stabile per disputare le partite casalinghe e svolgere regolarmente gli allenamenti.
Il Corato ha contestato in particolare la ricostruzione fornita nei giorni scorsi dall'Amministrazione comunale, sostenendo che gli atti ufficiali raccontino una situazione differente rispetto alle dichiarazioni pubbliche. Ma è soprattutto la situazione dello stadio a rappresentare, secondo la società, il nodo centrale della vicenda. Sempre il 4 settembre il Comune ha adottato l'ordinanza dirigenziale numero 175, nella quale vengono richiamate problematiche relative all'occupazione di alcuni locali e alle funzioni di custodia, gestione e pulizia dell'impianto. L'ordinanza, sottolinea il Corato, parla di «effettiva interruzione dell'esercizio delle funzioni di custodia, gestione e pulizia dell'impianto» e di un «concreto pregiudizio» alla ripresa delle attività sportive, indicando tra gli appuntamenti interessati anche la partita del 6 settembre della Prima Squadra.
Il club respinge quindi l'idea di aver scelto autonomamente di giocare lontano da Corato soltanto per poter garantire la presenza del pubblico. «Il Corato Calcio non ha creato il problema dello stadio: lo sta subendo», sostiene la società, distinguendo inoltre tra l'utilizzo dell'impianto concesso al club e la gestione dello stesso, affidata dal Comune ad ASIPU.
La situazione, però, è ormai arrivata a un punto di rottura. Il Corato afferma di non avere nemmeno la certezza di un campo sul quale allenarsi con continuità e considera questa condizione incompatibile con la programmazione di una stagione sportiva. Da qui l'annuncio più pesante: giovedì la squadra non si presenterà per la gara di Coppa Italia contro la Molfetta Sportiva. Ma il presidente Francesco Colabella è andato oltre, manifestando la volontà di ritirare il Corato dal campionato qualora non dovesse arrivare «un immediato e radicale cambio di atteggiamento dell'Amministrazione» accompagnato da una soluzione certa per campo di gara e allenamenti.