Tutto pronto per il convegno dedicato al Pulo di Molfetta
Incontro nell’auditorium del Museo Diocesano a partire dalle 17
sabato 11 aprile 2026
13.41
Riscoprire un vero e proprio archivio di straordinaria ricchezza, in cui si intersecano differenti elementi creando un delicato equilibrio: è questo l'intento della giornata di studi "Nel Grembo della Grande Madre", incentrato sul Pulo di Molfetta, promosso dall'associazione consortile Polje, in collaborazione con della Soc. Coop. FeArT e con il patrocinio della Regione Puglia.
Il convegno si articolerà in tre sessioni – Natura, Memoria, Futuro – in cui studiosi, archeologi, professionisti e imprenditori si confronteranno su come questo luogo possa essere protetto, valorizzato e restituito alla comunità come bene comune vivo. Natura: la dolina racchiude al suo interno centinaia di specie, tra piante e animali, ma proprio questa grande biodiversità, senza dimenticare gli aspetti legati alla geologia nel sito, la rende un luogo fragile, da proteggere con idonee azioni. Di questo e molto altro discuteranno Gianni Gadaleta (agronomo e docente di scienze) e il Prof. Pietro Picuno (Università degli Studi di Basilicata).
Memoria: il Pulo è un luogo identitario per la città di Molfetta. Frequentato sin dall'età neolitica, ha visto la presenza dei frati cappuccini di Padre Giacomo Paniscotti, è diventato luogo di studio per Giuseppe Maria Giovene, ha visto operai affannarsi nell'attività della Reale Nitriera Borbonica. Secoli di storia che verranno ripercorsi da coloro che quella storia l'hanno riportata in luce. Al convegno interverranno, infatti, la dott.ssa Francesca Radina (già funzionario archeologo SABAP per la Città Metropolitana di Bari), archeologa che ha dedicato anni al Pulo e curato il volume di riferimento sul sito, le dott.sse Francesca Romana Paolillo, Caterina Annese e E. Dellù della Soprintendenza ABAP di Bari, impegnate nella tutela di reperti paleontologici che raccontano una Puglia antica e ancora poco conosciuta.
Futuro: Quali prospettive per il Pulo? Sono tante le esperienze concrete, maturate in Puglia e non solo, che dimostrano come il patrimonio culturale e identitario sia un bene vivo e possa diventare una risorsa. Nella giornata di studi porteranno il loro contributo coloro che hanno già al loro attivo preziose collaborazioni tra pubblico e privato e proficue iniziative di tutela e valorizzazione. Domenico Lorusso racconterà come a Corato un patrimonio culturale è diventato un modello di gestione partecipata. Il dott. Sergio Fontana — già Presidente di Confindustria Puglia e fondatore della Fondazione Archeologica Canosina — porterà la visione di chi ha costruito ponti tra pubblico e privato nella tutela del patrimonio. Onofrio Grieco, presidente della Soc. Coop. FeArT, mostrerà come il biglietto integrato Pulo-Museo Diocesano abbia già proposto un modello di rete tra luoghi e persone.
Appuntamento, dunque, oggi sabato 11 aprile nell'Auditorium Achille Salvucci – Museo Diocesano, a partire dalle ore 17.
Il convegno si articolerà in tre sessioni – Natura, Memoria, Futuro – in cui studiosi, archeologi, professionisti e imprenditori si confronteranno su come questo luogo possa essere protetto, valorizzato e restituito alla comunità come bene comune vivo. Natura: la dolina racchiude al suo interno centinaia di specie, tra piante e animali, ma proprio questa grande biodiversità, senza dimenticare gli aspetti legati alla geologia nel sito, la rende un luogo fragile, da proteggere con idonee azioni. Di questo e molto altro discuteranno Gianni Gadaleta (agronomo e docente di scienze) e il Prof. Pietro Picuno (Università degli Studi di Basilicata).
Memoria: il Pulo è un luogo identitario per la città di Molfetta. Frequentato sin dall'età neolitica, ha visto la presenza dei frati cappuccini di Padre Giacomo Paniscotti, è diventato luogo di studio per Giuseppe Maria Giovene, ha visto operai affannarsi nell'attività della Reale Nitriera Borbonica. Secoli di storia che verranno ripercorsi da coloro che quella storia l'hanno riportata in luce. Al convegno interverranno, infatti, la dott.ssa Francesca Radina (già funzionario archeologo SABAP per la Città Metropolitana di Bari), archeologa che ha dedicato anni al Pulo e curato il volume di riferimento sul sito, le dott.sse Francesca Romana Paolillo, Caterina Annese e E. Dellù della Soprintendenza ABAP di Bari, impegnate nella tutela di reperti paleontologici che raccontano una Puglia antica e ancora poco conosciuta.
Futuro: Quali prospettive per il Pulo? Sono tante le esperienze concrete, maturate in Puglia e non solo, che dimostrano come il patrimonio culturale e identitario sia un bene vivo e possa diventare una risorsa. Nella giornata di studi porteranno il loro contributo coloro che hanno già al loro attivo preziose collaborazioni tra pubblico e privato e proficue iniziative di tutela e valorizzazione. Domenico Lorusso racconterà come a Corato un patrimonio culturale è diventato un modello di gestione partecipata. Il dott. Sergio Fontana — già Presidente di Confindustria Puglia e fondatore della Fondazione Archeologica Canosina — porterà la visione di chi ha costruito ponti tra pubblico e privato nella tutela del patrimonio. Onofrio Grieco, presidente della Soc. Coop. FeArT, mostrerà come il biglietto integrato Pulo-Museo Diocesano abbia già proposto un modello di rete tra luoghi e persone.
Appuntamento, dunque, oggi sabato 11 aprile nell'Auditorium Achille Salvucci – Museo Diocesano, a partire dalle ore 17.