Toni Matarelli ed Antonio Decaro ricordano Guglielmo Minervini a dieci anni dalla scomparsa
Il presidente del Consiglio regionale e della Regione Puglia sono intervenuti questa mattina all'evento commemorativo
lunedì 3 agosto 2026
21.47
Il presidente del Consiglio regionale Toni Matarelli e della Regione Puglia Antonio Decaro sono intervenuti questa mattina all'evento commemorativo di Guglielmo Minervini a dieci anni dalla scomparsa.
L'intervento del presidente dell'Assemblea Toni Matarrelli.
"Rivolgo un saluto a tutte le autorità, ai consiglieri, ai familiari e agli amici di Guglielmo, ai suoi colleghi e a tutti voi presenti.
Ritrovarci qui oggi per ricordare Guglielmo Minervini, a dieci anni dalla sua scomparsa, non è un atto dovuto o formale. È un gesto vivo, che ci chiama a una responsabilità condivisa: ritrovare il senso profondo del nostro lavoro e del nostro impegno dentro e fuori le istituzioni.
Con Guglielmo ho condiviso questi stessi banchi e anni di lavoro intenso e appassionato. Lavorare al suo fianco significava confrontarsi ogni giorno con una visione limpida e con un rigore morale esemplare. Guglielmo non si arrendeva mai all'inerzia o alle cose dette per abitudine: cercava sempre la strada, lo spazio giusto per costruire qualcosa di nuovo.
Per lui amministrare non era difendere spazi di potere, ma accendere energie, aprire porte che prima erano chiuse, dare fiducia.
E questa fiducia l'ha data prima di tutto ai giovani. Non a parole, non per convenienza, ma perché credeva davvero che potessero cambiare la Puglia. Con un'esperienza straordinaria come Bollenti Spiriti, non si è limitato a finanziare dei progetti: ha fatto sentire a un'intera generazione che le proprie idee valevano, che il futuro si poteva inventare e costruire qui, senza dover per forza scappare via.
Guglielmo ci ha insegnato che chi governa deve farsi sempre una domanda semplice: che impatto concreto ha quello che sto facendo sulla vita vera delle persone?
La sua idea di Sud era moderna, orgogliosa, lontana da ogni vittimizzazione. Credeva in una terra che si riscatta attraverso la bellezza, la cultura, la legalità vissuta ogni giorno e la partecipazione di tutti. Dalle sue radici a Molfetta fino all'impegno qui in Regione, ha dimostrato che le grandi visioni diventano realtà concrete solo se le istituzioni sanno prima di tutto mettersi in ascolto.
Oggi, a dieci anni di distanza, questo anniversario è un'occasione per guardarci dentro e fare un bilancio del nostro impegno. Tra le leggi da approvare e le delibere da votare, la qualità della nostra democrazia si misura proprio qui: nella capacità di fare spazio a chi non ha voce, di rispondere ai bisogni reali e di lasciare a chi verrà dopo di noi basi più solide e nuove opportunità.
La strada che Guglielmo ha tracciato resta un punto di riferimento per tutti noi. A nome dell'intero Consiglio Regionale, voglio dire che il modo migliore per onorare la sua memoria è continuare a lavorare ogni giorno con la stessa apertura, lo stesso coraggio e la stessa energia generativa che lui ha regalato alla sua terra".
Di seguito l'intervento integrale del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
"Dieci anni fa ci lasciava Guglielmo Minervini.
Oggi siamo qui a ricordare non soltanto un uomo delle istituzioni, ma un'idea di comunità, un modello di come stare insieme.
Ricordare Guglielmo Minervini significa fare i conti con un'eredità profonda, che a dieci anni dalla sua scomparsa non ha perso la sua forza, ma che invece ci invita a guardare avanti con il coraggio, l'ascolto e la visione che hanno contraddistinto il suo impegno civile e politico.
Nel corso della sua vita ha ricoperto molti ruoli, insegnante, sindaco, assessore regionale, editore, intellettuale. È stato obiettore di coscienza e pacifista.
Ha attraversato le istituzioni con grande garbo, con una idea di politica, intesa come strumento per costruire comunità, alimentare energie e generare futuro.
Guglielmo Minervini ci ha insegnato che la politica può essere costruzione di senso e di futuro: non limitarsi ad amministrare l'esistente, ma creare le condizioni perché le persone, i territori e le comunità possano esprimere il proprio potenziale e scegliere il proprio destino.
Al centro di questa visione c'erano i giovani, non considerati come destinatari di interventi, ma protagonisti del cambiamento, portatori di idee e titolari di responsabilità.
Guglielmo non ha mai concepito la politica come una gestione statica del potere o come occupazione di spazi. Per lui, la politica era "politica generativa". Era un atto d'amore e di fiducia nel futuro, capace di accendere speranze nascoste, liberare energie compresse e mettere i cittadini – soprattutto i giovani, appunto – nelle condizioni di diventare veri protagonisti della propria storia.
Per Guglielmo la cultura e la partecipazione democratica non erano privilegi per pochi, ma diritti fondamentali per la cittadinanza, strumenti essenziali per ridare dignità e voce a chi non ne aveva.
Anche nei momenti più bui, persino di fronte alla malattia che lo ha sottratto troppo presto al nostro affetto, non ha mai smesso di guardare oltre, lasciandoci un messaggio di speranza.
Lo abbiamo visto negli anni, sindaco visionario della sua Molfetta, assessore alle politiche giovanili e poi ai trasporti in Puglia, dove con lo straordinario programma "Bollenti Spiriti" ha dimostrato al Paese intero che le idee delle nuove generazioni rappresentavano la risorsa principale da cui ripartire.
Molte delle esperienze che oggi consideriamo patrimonio della nostra regione portano ancora il segno di quel lavoro che ha segnato una stagione di grande cambiamento per la Puglia.
Io ho avuto l'onore di fare un pezzo di strada accanto a Guglielmo Minervini nella legislatura regionale. Insieme a lui abbiamo scritto in un reparto d'ospedale la prima legge sulla mobilità ciclistica della Regione Puglia mettendo nero su bianco la possibilità per il nostro territorio di dotarsi di una rete di infrastrutture ciclabili che ha segnato un nuovo paradigma nella progettazione urbana della mobilità.
Quella esperienza l'ho portata con me in parlamento con la legge nazionale sulla mobilità ciclistica.
Con Guglielmo, la Puglia ha condiviso tante sfide che vent'anni fa consideravamo impossibili.
Ed è nostro compito oggi portare avanti la sua eredità, nei pensieri, nelle azioni e nella politica. In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove divisioni, il suo insegnamento fortemente legato al messaggio di don Tonino Bello: la pace non è un'idea astratta, ma una pratica quotidiana di giustizia, dialogo e cura delle comunità deve essere per noi ispirazione quotidiana. Perché nessun cambiamento è impossibile se parte da una comunità che si riconosce negli stessi valori".
L'intervento del presidente dell'Assemblea Toni Matarrelli.
"Rivolgo un saluto a tutte le autorità, ai consiglieri, ai familiari e agli amici di Guglielmo, ai suoi colleghi e a tutti voi presenti.
Ritrovarci qui oggi per ricordare Guglielmo Minervini, a dieci anni dalla sua scomparsa, non è un atto dovuto o formale. È un gesto vivo, che ci chiama a una responsabilità condivisa: ritrovare il senso profondo del nostro lavoro e del nostro impegno dentro e fuori le istituzioni.
Con Guglielmo ho condiviso questi stessi banchi e anni di lavoro intenso e appassionato. Lavorare al suo fianco significava confrontarsi ogni giorno con una visione limpida e con un rigore morale esemplare. Guglielmo non si arrendeva mai all'inerzia o alle cose dette per abitudine: cercava sempre la strada, lo spazio giusto per costruire qualcosa di nuovo.
Per lui amministrare non era difendere spazi di potere, ma accendere energie, aprire porte che prima erano chiuse, dare fiducia.
E questa fiducia l'ha data prima di tutto ai giovani. Non a parole, non per convenienza, ma perché credeva davvero che potessero cambiare la Puglia. Con un'esperienza straordinaria come Bollenti Spiriti, non si è limitato a finanziare dei progetti: ha fatto sentire a un'intera generazione che le proprie idee valevano, che il futuro si poteva inventare e costruire qui, senza dover per forza scappare via.
Guglielmo ci ha insegnato che chi governa deve farsi sempre una domanda semplice: che impatto concreto ha quello che sto facendo sulla vita vera delle persone?
La sua idea di Sud era moderna, orgogliosa, lontana da ogni vittimizzazione. Credeva in una terra che si riscatta attraverso la bellezza, la cultura, la legalità vissuta ogni giorno e la partecipazione di tutti. Dalle sue radici a Molfetta fino all'impegno qui in Regione, ha dimostrato che le grandi visioni diventano realtà concrete solo se le istituzioni sanno prima di tutto mettersi in ascolto.
Oggi, a dieci anni di distanza, questo anniversario è un'occasione per guardarci dentro e fare un bilancio del nostro impegno. Tra le leggi da approvare e le delibere da votare, la qualità della nostra democrazia si misura proprio qui: nella capacità di fare spazio a chi non ha voce, di rispondere ai bisogni reali e di lasciare a chi verrà dopo di noi basi più solide e nuove opportunità.
La strada che Guglielmo ha tracciato resta un punto di riferimento per tutti noi. A nome dell'intero Consiglio Regionale, voglio dire che il modo migliore per onorare la sua memoria è continuare a lavorare ogni giorno con la stessa apertura, lo stesso coraggio e la stessa energia generativa che lui ha regalato alla sua terra".
Di seguito l'intervento integrale del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
"Dieci anni fa ci lasciava Guglielmo Minervini.
Oggi siamo qui a ricordare non soltanto un uomo delle istituzioni, ma un'idea di comunità, un modello di come stare insieme.
Ricordare Guglielmo Minervini significa fare i conti con un'eredità profonda, che a dieci anni dalla sua scomparsa non ha perso la sua forza, ma che invece ci invita a guardare avanti con il coraggio, l'ascolto e la visione che hanno contraddistinto il suo impegno civile e politico.
Nel corso della sua vita ha ricoperto molti ruoli, insegnante, sindaco, assessore regionale, editore, intellettuale. È stato obiettore di coscienza e pacifista.
Ha attraversato le istituzioni con grande garbo, con una idea di politica, intesa come strumento per costruire comunità, alimentare energie e generare futuro.
Guglielmo Minervini ci ha insegnato che la politica può essere costruzione di senso e di futuro: non limitarsi ad amministrare l'esistente, ma creare le condizioni perché le persone, i territori e le comunità possano esprimere il proprio potenziale e scegliere il proprio destino.
Al centro di questa visione c'erano i giovani, non considerati come destinatari di interventi, ma protagonisti del cambiamento, portatori di idee e titolari di responsabilità.
Guglielmo non ha mai concepito la politica come una gestione statica del potere o come occupazione di spazi. Per lui, la politica era "politica generativa". Era un atto d'amore e di fiducia nel futuro, capace di accendere speranze nascoste, liberare energie compresse e mettere i cittadini – soprattutto i giovani, appunto – nelle condizioni di diventare veri protagonisti della propria storia.
Per Guglielmo la cultura e la partecipazione democratica non erano privilegi per pochi, ma diritti fondamentali per la cittadinanza, strumenti essenziali per ridare dignità e voce a chi non ne aveva.
Anche nei momenti più bui, persino di fronte alla malattia che lo ha sottratto troppo presto al nostro affetto, non ha mai smesso di guardare oltre, lasciandoci un messaggio di speranza.
Lo abbiamo visto negli anni, sindaco visionario della sua Molfetta, assessore alle politiche giovanili e poi ai trasporti in Puglia, dove con lo straordinario programma "Bollenti Spiriti" ha dimostrato al Paese intero che le idee delle nuove generazioni rappresentavano la risorsa principale da cui ripartire.
Molte delle esperienze che oggi consideriamo patrimonio della nostra regione portano ancora il segno di quel lavoro che ha segnato una stagione di grande cambiamento per la Puglia.
Io ho avuto l'onore di fare un pezzo di strada accanto a Guglielmo Minervini nella legislatura regionale. Insieme a lui abbiamo scritto in un reparto d'ospedale la prima legge sulla mobilità ciclistica della Regione Puglia mettendo nero su bianco la possibilità per il nostro territorio di dotarsi di una rete di infrastrutture ciclabili che ha segnato un nuovo paradigma nella progettazione urbana della mobilità.
Quella esperienza l'ho portata con me in parlamento con la legge nazionale sulla mobilità ciclistica.
Con Guglielmo, la Puglia ha condiviso tante sfide che vent'anni fa consideravamo impossibili.
Ed è nostro compito oggi portare avanti la sua eredità, nei pensieri, nelle azioni e nella politica. In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove divisioni, il suo insegnamento fortemente legato al messaggio di don Tonino Bello: la pace non è un'idea astratta, ma una pratica quotidiana di giustizia, dialogo e cura delle comunità deve essere per noi ispirazione quotidiana. Perché nessun cambiamento è impossibile se parte da una comunità che si riconosce negli stessi valori".