Società partecipate, Logrieco: «Tre aziende in crisi. Propongo un'unica Multiutility Comunale»

La nota del consigliere d'opposizione, Adamo Logrieco

sabato 31 ottobre 2026 11.46
Il consigliere Adamo Logrieco denuncia le criticità delle società partecipate e propone una multiutility per rilanciare ASM, MTM e Molfetta Multiservizi. Di seguito il testo integrale:

«Nel Consiglio comunale del 29 ottobre ho espresso, per conto della coalizione di centrodestra, voto contrario al bilancio consolidato 2025 del Comune di Molfetta. Dietro numeri complessivamente positivi si nasconde una situazione delle nostre società partecipate che definire preoccupante sarebbe un eufemismo.

La MTM chiude l'anno con un utile di poco superiore ai mille euro, anche grazie alla riduzione di alcune corse pomeridiane e all'acquisizione di servizi prima svolti da Molfetta Multiservizi. Insomma, per far quadrare i conti del trasporto pubblico si è finito per ridurre proprio il trasporto pubblico.

E la Multiservizi? Che ne sarà del suo equilibrio economico quando la manutenzione della pubblica illuminazione, unico servizio che produce utili, passerà, con il progetto Smart City, a un privato per i prossimi vent'anni?

Ma è l'ASM il vero buco nero: una perdita di circa 1,85 milioni di euro e debiti verso i fornitori per 7 milioni. Il porta a porta, scelta necessaria sul piano ambientale, è stato introdotto senza garantire preventivamente investimenti e personale adeguati. E la Regione Puglia, dopo vent'anni di governo del centrosinistra, non ha assicurato gli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti, costringendo la città a sostenere costi sempre più elevati.

Intanto, nel Consiglio comunale di Terlizzi, il sindaco De Chirico ha dichiarato che Molfetta avrebbe già deciso di aderire alla SANB (azienda che gestisce la raccolta rifiuti a Terlizzi, Bitonto, Ruvo e Corato). Davvero? Quando, da chi e a quali condizioni? Per quanto mi risulta, il nostro Consiglio comunale non ha deliberato nulla del genere. Il gruppo di esperti nominato dall'Amministrazione deve individuare la soluzione migliore o deve dare una veste tecnica a una scelta politica già presa nelle segrete stanze?

Trasferire oggi rami aziendali e patrimonio dell'ASM, in piena crisi, rischierebbe di svalutare ciò che appartiene ai molfettesi. Gli stessi lavoratori, gli stessi impianti e lo stesso servizio, ma un controllo societario ridimensionato. Non mi pare esattamente un affare.

Per questo, alle tre ipotesi finora prospettate dall'Amministrazione — privatizzazione, risanamento autonomo o ingresso in SANB — la coalizione di centrodestra propone di affiancarne una quarta: valutare la costituzione di un'unica multiutility interamente pubblica, nella quale far confluire le attività di ASM, MTM e Molfetta Multiservizi.

Una sola azienda, più strutturata, capace di eliminare duplicazioni, ridurre i costi, valorizzare il personale e programmare nuovi investimenti. In altri termini: tagliare qualche poltrona inutile, anziché servizi e posti di lavoro. E la nuova società godrebbe anche di molte delle opportunità offerte dalla ZES Unica, con la possibilità concreta di rilanciare impianti strategici come quelli di compostaggio e recupero della plastica.

Mi auguro che gli esperti incaricati dall'Amministrazione prendano seriamente in esame questa proposta. Le partecipate devono tornare a essere strumenti al servizio dei cittadini, non problemi da rinviare o poltrone da difendere.

Serve il coraggio di cambiare davvero, non quello di spostare il problema da una società all'altra»