Il SerMolfetta si ritrova senza casa: il Comune impone il rilascio della sede
La data limite per lasciare libero l'attuale presidio è il 17 dicembre 2026
domenica 31 maggio 2026
15.39
Un conto alla rovescia inatteso che rischia di cancellare uno dei presidi sociali più importanti della città. Il Comune di Molfetta ha notificato tramite PEC al SerMolfetta l'avviso a rilasciare definitivamente i locali di via Palmiro Togliatti, presso il complesso del PalaPoli, entro il prossimo 17 dicembre.
La notizia ha scosso la comunità, accendendo i riflettori su un provvedimento che mette a terra anni di solidarietà e lascia nell'incertezza centinaia di cittadini fragili. L'associazione ha voluto subito chiarire la propria posizione trasparente: il SerMolfetta ha sempre corrisposto regolarmente i canoni di locazione e pagato tutte le utenze. Quegli spazi non sono una semplice struttura burocratica, ma il cuore pulsante di attività vitali. «In questi anni la nostra sede non è stata solo un magazzino o un ufficio, ma una vera e propria casa», spiegano i volontari. Negli anni della pandemia la struttura è stata il "tamponificio" della città e il centro logistico per gli aiuti umanitari.
Ma c'è di più: «Abbiamo offerto un tetto e ospitalità a tantissime famiglie in condizioni di estrema fragilità e garantito un porto sicuro ai più giovani grazie al servizio di doposcuola». Un pilastro educativo che rischia ora di sparire.Senza una sede idonea, il Banco Alimentare, l'accoglienza, il doposcuola e i mezzi della Protezione Civile andranno incontro al blocco totale. Per scongiurare questo scenario, il SerMolfetta lancia un appello accorato e urgente a enti pubblici, associazioni, aziende e privati cittadini.
«Cerchiamo locali sul territorio idonei a ospitare i volontari, le attività e il parco mezzi», dichiara il direttivo, specificando che l'associazione è pronta a sostenere le spese fissando un budget massimo di 2.000 euro mensili. Il tempo stringe: serve l'aiuto di tutti per non far spegnere il motore della solidarietà molfettese.
La notizia ha scosso la comunità, accendendo i riflettori su un provvedimento che mette a terra anni di solidarietà e lascia nell'incertezza centinaia di cittadini fragili. L'associazione ha voluto subito chiarire la propria posizione trasparente: il SerMolfetta ha sempre corrisposto regolarmente i canoni di locazione e pagato tutte le utenze. Quegli spazi non sono una semplice struttura burocratica, ma il cuore pulsante di attività vitali. «In questi anni la nostra sede non è stata solo un magazzino o un ufficio, ma una vera e propria casa», spiegano i volontari. Negli anni della pandemia la struttura è stata il "tamponificio" della città e il centro logistico per gli aiuti umanitari.
Ma c'è di più: «Abbiamo offerto un tetto e ospitalità a tantissime famiglie in condizioni di estrema fragilità e garantito un porto sicuro ai più giovani grazie al servizio di doposcuola». Un pilastro educativo che rischia ora di sparire.Senza una sede idonea, il Banco Alimentare, l'accoglienza, il doposcuola e i mezzi della Protezione Civile andranno incontro al blocco totale. Per scongiurare questo scenario, il SerMolfetta lancia un appello accorato e urgente a enti pubblici, associazioni, aziende e privati cittadini.
«Cerchiamo locali sul territorio idonei a ospitare i volontari, le attività e il parco mezzi», dichiara il direttivo, specificando che l'associazione è pronta a sostenere le spese fissando un budget massimo di 2.000 euro mensili. Il tempo stringe: serve l'aiuto di tutti per non far spegnere il motore della solidarietà molfettese.