Salario minimo comunale: Rifondazione chiede un cambiamento a Molfetta
La proposta: introdurre l’obbligo negli appalti, nelle concessioni e nelle autorizzazioni comunali
lunedì 16 marzo 2026
9.21
Rifondazione Comunista Molfetta interviene nel dibattito sul lavoro e sul costo della vita proponendo l'introduzione del salario minimo comunale. L'idea è quella di fissare la soglia di dieci euro l'ora come requisito obbligatorio per chi lavora negli appalti e nei servizi del Comune, nelle concessioni e nelle attività che richiedono autorizzazioni o occupazione di suolo pubblico. Una misura che, secondo il partito, rappresenterebbe uno strumento concreto per garantire diritti e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori.
A seguire, la nota stampa:
«Dieci euro l'ora. È il minimo per garantire dignità e diritti a chi ogni giorno manda avanti la nostra città. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi servizi, cantieri, stabilimenti, attività stagionali. Persone che spesso guadagnano troppo poco per vivere serenamente, mentre il costo della vita continua a salire. È una scelta che si può fare anche a Molfetta. Introducendo il salario minimo comunale come requisito obbligatorio per tutti gli appalti e i servizi del Comune, per le concessioni – comprese quelle balneari – e per le richieste di suolo pubblico. Non è un'idea astratta. È una misura già adottata in città come Firenze, Napoli, Bacoli, Livorno e Brescia.
Ma attenzione: non un semplice meccanismo premiale, come previsto dalla legge regionale, che lascia i diritti in balìa della concorrenza e delle logiche di mercato. Serve un vincolo chiaro e obbligatorio, una regola precisa, uguale per tutti. Serve anche controllo. Per questo il rispetto del salario minimo dovrà essere monitorato ogni sei mesi, attraverso un protocollo d'intesa con l'Ispettorato del Lavoro, coinvolgendo tutti i settori comunali.
Significa ridare fiato e potere d'acquisto alle lavoratrici delle cooperative sociali, agli operai delle opere pubbliche, ai bagnini, ai barman, ai lavoratori stagionali troppo spesso sottopagati. Significa rendere davvero Molfetta una città vivibile per tutte e tutti. C'è una categoria ben precisa che in questi anni ha pagato la crisi della città: lavoratrici e lavoratori. Da loro deve ripartire la Molfetta che verrà».
A seguire, la nota stampa:
«Dieci euro l'ora. È il minimo per garantire dignità e diritti a chi ogni giorno manda avanti la nostra città. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi servizi, cantieri, stabilimenti, attività stagionali. Persone che spesso guadagnano troppo poco per vivere serenamente, mentre il costo della vita continua a salire. È una scelta che si può fare anche a Molfetta. Introducendo il salario minimo comunale come requisito obbligatorio per tutti gli appalti e i servizi del Comune, per le concessioni – comprese quelle balneari – e per le richieste di suolo pubblico. Non è un'idea astratta. È una misura già adottata in città come Firenze, Napoli, Bacoli, Livorno e Brescia.
Ma attenzione: non un semplice meccanismo premiale, come previsto dalla legge regionale, che lascia i diritti in balìa della concorrenza e delle logiche di mercato. Serve un vincolo chiaro e obbligatorio, una regola precisa, uguale per tutti. Serve anche controllo. Per questo il rispetto del salario minimo dovrà essere monitorato ogni sei mesi, attraverso un protocollo d'intesa con l'Ispettorato del Lavoro, coinvolgendo tutti i settori comunali.
Significa ridare fiato e potere d'acquisto alle lavoratrici delle cooperative sociali, agli operai delle opere pubbliche, ai bagnini, ai barman, ai lavoratori stagionali troppo spesso sottopagati. Significa rendere davvero Molfetta una città vivibile per tutte e tutti. C'è una categoria ben precisa che in questi anni ha pagato la crisi della città: lavoratrici e lavoratori. Da loro deve ripartire la Molfetta che verrà».