Rinascere Molfetta: «Preoccupati dalle ultime indiscrezioni emerse verso le prossime elezioni»
La nota stampa del movimento per commentare i possibili sviluppi
martedì 13 gennaio 2026
16.59
Il movimento Rinascere ha commentato con una lunga nota stampa le prime indiscrezioni del 2026 relative allo scenario politico in vista delle elezioni amministrative in programma a Molfetta nei prossimi mesi. A seguire, il comunicato:
"Il degrado della politica cittadina non è solo frutto di pratiche individuali: è l'effetto di meccanismi costruiti nel tempo e difesi da un ceto politico e comitati d'affari, sempre più impegnati a conservarsi. Oggi abbiamo un dovere: offrire a Molfetta un'alternativa vera, che tagli con il passato e generi un governo sano, competente e lungimirante. Non c'è tempo da perdere: le forze progressiste devono riattivarsi subito per costruire un progetto solido, capace di interpretare una fase complessa ma anche ricca di energie e opportunità.
Per questo esprimiamo grande preoccupazione per le indiscrezioni che da mesi circolano sulla presunta disponibilità del candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni amministrative, Pietro Mastropasqua, a guidare una coalizione di centrosinistra. Uno scenario surreale, che confonde l'elettore, disorienta chi segue la politica ogni giorno e soprattutto ferisce l'elettorato democratico e progressista, che chiede chiarezza, coerenza e contenuti".
"Secondo le indiscrezioni, l'operazione prevederebbe l'innesto di liste conservatrici vicine a Mastropasqua – oggi più deboli e fuori dal proprio habitat, con una parte significativa di consenso destinata a restare a destra – e l'aggregazione di contenitori privi di identità politica (pur non privi di biografia politica), protagonisti dell'amministrazione Tommaso Minervini e particolarmente interessati all'area delle politiche sociali. Uno scenario inaccettabile".
"Pietro Mastropasqua, che rispettiamo come persona e professionista, peraltro, si è già occupato in modo discutibile di territorio e ambiente, come assessore all'urbanistica in coalizione con Tammacco. Parliamo di bilanci amministrativi e scelte che hanno segnato la città. Sotto il suo assessorato Molfetta ha visto proseguire un modello di sviluppo incapace – o non interessato – a governare l'espansione edilizia e ad alzare gli standard di qualità della vita: servizi, verde urbano, costa, traffico, vivibilità. Nessun piano di secondo livello, nessuna strategia, nessuna visione: solo gestione ordinaria, inerzia e proliferazione del cemento".
«Che tutto questo sia accaduto per incapacità o per scelta politica non ci interessa – afferma Corrado Minervini, coordinatore del movimento Rinascere –. Ci interessa il futuro di Molfetta. Ed è un futuro che può essere costruito solo dentro un campo progressista credibile, riconoscibile e concreto: dal PD a Rifondazione Comunista, insieme a una forte presenza di energie sociali e culturali nuove che stanno costruendo un tessuto di partecipazione e impegno civico inedito».
"Oggi abbiamo una possibilità concreta: mettere in campo un progetto nuovo, che chiuda i conti col passato senza nostalgia, che unisca senza confondere, che renda protagonista una generazione nuova accanto alle esperienze democratiche già strutturate. Questa volta la responsabilità è una sola: non deludere. Offrire un governo stabile e avanzato. Portare Molfetta fuori dal suo presente immobile. Aprire una stagione di futuro".
"E diciamo con chiarezza a chi pensa di poter "costruire" la realtà a tavolino: il cittadino non vive nel set del Truman Show. È consapevole: vede, capisce, ricorda. Per questo serve luce, trasparenza, verità. Rinascere è pronta a riaprire il dialogo con tutte le forze progressiste ed è impegnata da mesi non solo ad ascoltare, ma a creare le condizioni perché i cittadini tornino protagonisti: nelle scelte, nelle priorità, nelle soluzioni".
"Togliamo la modalità aereo. Rimbocchiamoci le maniche, insieme. Molfetta ha attraversato anni difficili e molti, soprattutto giovani, hanno imparato a non aspettarsi più nulla. È comprensibile. Ma è proprio qui che si gioca la partita: una città cambia solo quando qualcuno smette di dire "tanto è tutto uguale" e pretende una politica leggibile, controllabile, giusta".
"Questa primavera non scegliamo solo un sindaco.
Scegliamo se tornare città, o restare spettatori".
"Non un equilibrio di sopravvivenza.
Non un collage di convenienze".
"Il degrado della politica cittadina non è solo frutto di pratiche individuali: è l'effetto di meccanismi costruiti nel tempo e difesi da un ceto politico e comitati d'affari, sempre più impegnati a conservarsi. Oggi abbiamo un dovere: offrire a Molfetta un'alternativa vera, che tagli con il passato e generi un governo sano, competente e lungimirante. Non c'è tempo da perdere: le forze progressiste devono riattivarsi subito per costruire un progetto solido, capace di interpretare una fase complessa ma anche ricca di energie e opportunità.
Per questo esprimiamo grande preoccupazione per le indiscrezioni che da mesi circolano sulla presunta disponibilità del candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni amministrative, Pietro Mastropasqua, a guidare una coalizione di centrosinistra. Uno scenario surreale, che confonde l'elettore, disorienta chi segue la politica ogni giorno e soprattutto ferisce l'elettorato democratico e progressista, che chiede chiarezza, coerenza e contenuti".
"Secondo le indiscrezioni, l'operazione prevederebbe l'innesto di liste conservatrici vicine a Mastropasqua – oggi più deboli e fuori dal proprio habitat, con una parte significativa di consenso destinata a restare a destra – e l'aggregazione di contenitori privi di identità politica (pur non privi di biografia politica), protagonisti dell'amministrazione Tommaso Minervini e particolarmente interessati all'area delle politiche sociali. Uno scenario inaccettabile".
"Pietro Mastropasqua, che rispettiamo come persona e professionista, peraltro, si è già occupato in modo discutibile di territorio e ambiente, come assessore all'urbanistica in coalizione con Tammacco. Parliamo di bilanci amministrativi e scelte che hanno segnato la città. Sotto il suo assessorato Molfetta ha visto proseguire un modello di sviluppo incapace – o non interessato – a governare l'espansione edilizia e ad alzare gli standard di qualità della vita: servizi, verde urbano, costa, traffico, vivibilità. Nessun piano di secondo livello, nessuna strategia, nessuna visione: solo gestione ordinaria, inerzia e proliferazione del cemento".
«Che tutto questo sia accaduto per incapacità o per scelta politica non ci interessa – afferma Corrado Minervini, coordinatore del movimento Rinascere –. Ci interessa il futuro di Molfetta. Ed è un futuro che può essere costruito solo dentro un campo progressista credibile, riconoscibile e concreto: dal PD a Rifondazione Comunista, insieme a una forte presenza di energie sociali e culturali nuove che stanno costruendo un tessuto di partecipazione e impegno civico inedito».
"Oggi abbiamo una possibilità concreta: mettere in campo un progetto nuovo, che chiuda i conti col passato senza nostalgia, che unisca senza confondere, che renda protagonista una generazione nuova accanto alle esperienze democratiche già strutturate. Questa volta la responsabilità è una sola: non deludere. Offrire un governo stabile e avanzato. Portare Molfetta fuori dal suo presente immobile. Aprire una stagione di futuro".
"E diciamo con chiarezza a chi pensa di poter "costruire" la realtà a tavolino: il cittadino non vive nel set del Truman Show. È consapevole: vede, capisce, ricorda. Per questo serve luce, trasparenza, verità. Rinascere è pronta a riaprire il dialogo con tutte le forze progressiste ed è impegnata da mesi non solo ad ascoltare, ma a creare le condizioni perché i cittadini tornino protagonisti: nelle scelte, nelle priorità, nelle soluzioni".
"Togliamo la modalità aereo. Rimbocchiamoci le maniche, insieme. Molfetta ha attraversato anni difficili e molti, soprattutto giovani, hanno imparato a non aspettarsi più nulla. È comprensibile. Ma è proprio qui che si gioca la partita: una città cambia solo quando qualcuno smette di dire "tanto è tutto uguale" e pretende una politica leggibile, controllabile, giusta".
"Questa primavera non scegliamo solo un sindaco.
Scegliamo se tornare città, o restare spettatori".
"Non un equilibrio di sopravvivenza.
Non un collage di convenienze".