Rapinatori irrompono in casa di notte. Volevano le chiavi della cassaforte
Svegliata e minacciata una coppia di imprenditori, la denuncia social della figlia: «Questa è la città in cui viviamo»
mercoledì 28 gennaio 2026
10.37
«Questa è la città in cui viviamo». Con questa frase, postata sul proprio profilo Facebook, Susanna Vitulano ha raccontato di aver visto violata l'intimità della casa dei propri genitori, nel corso della notte, da un gruppo di banditi senza scrupoli, in cerca di soldi, poi fuggita con «chiavi e documenti», ha raccontato sui social.
Erano le ore 02.00 quando la banda è entrata in azione. Nell'abitazione della famiglia Vitulano, una figura di spicco dell'imprenditoria a capo di un'azienda italiana produttrice di martelli demolitori idraulici -, al secondo piano di uno stabile nel complesso residenziale Le Mimose, in viale Pio XI, c'erano il marito, la moglie e la badante. I rapinatori, tutti a volto coperto, si sono intrufolati da una finestra dell'appartamento e poi, una volta all'interno, si sono diretti verso le camere da letto.
«Quattro persone incappucciate - si legge - sono entrate a casa dei miei genitori mentre dormivano e li hanno svegliati», iniziando a chiedere con insistenza dove fossero la cassaforte e le chiavi, ma non ci sono riusciti. Erano decisi a tutto e li hanno minacciati per fuggire col bottino. Principalmente contanti, se è vero che hanno arraffato un po' di denaro (circa 400 euro) trovato in casa. Le vittime sono state costrette a «dare loro le chiavi, documenti e altro», ha terminato la figlia.
A quel punto, disturbati nei propri piani dal sistema d'allarme, i rapinatori hanno deciso di desistere. E sono fuggiti. L'indomani, fra la paura che non passa, il post divenuto virale: «Questa è la città in cui viviamo», la chiosa. Dell'episodio, che fa il paio con un altro avvenuto ventiquattrore prima in contrada Falcone - in questo caso, però, le urla dei vicini avrebbero colto di sorpresa i ladri, costringendoli ad abbandonare il colpo - sono stati allertati i Carabinieri della locale Compagnia.
In attesa della denuncia agli organi inquirenti, saranno anche visionate le telecamere della strada e dell'intero quartiere, mentre i proprietari di casa, sotto shock, stanno completando l'inventario per definire l'esatta entità del bottino. A commentare l'episodio che ha scosso tutta la città anche Antonio Azzollini, già senatore di Forza Italia e sindaco della città: «A Mauro, alla sua dolcissima moglie, ai figli Susanna e Michele, va la mia vicinanza», ha scritto sulla sua pagina Facebook.
«Questo - si legge ancora - non può essere archiviato come un fatto isolato. È criminalità che entra nelle case ed è paura che diventa normalità. Molfetta non può rassegnarsi. Questo è un problema strutturale, e come tale va affrontato da chi ha il dovere di farlo. La sicurezza - ha concluso - non è uno slogan: è un diritto».
Erano le ore 02.00 quando la banda è entrata in azione. Nell'abitazione della famiglia Vitulano, una figura di spicco dell'imprenditoria a capo di un'azienda italiana produttrice di martelli demolitori idraulici -, al secondo piano di uno stabile nel complesso residenziale Le Mimose, in viale Pio XI, c'erano il marito, la moglie e la badante. I rapinatori, tutti a volto coperto, si sono intrufolati da una finestra dell'appartamento e poi, una volta all'interno, si sono diretti verso le camere da letto.
«Quattro persone incappucciate - si legge - sono entrate a casa dei miei genitori mentre dormivano e li hanno svegliati», iniziando a chiedere con insistenza dove fossero la cassaforte e le chiavi, ma non ci sono riusciti. Erano decisi a tutto e li hanno minacciati per fuggire col bottino. Principalmente contanti, se è vero che hanno arraffato un po' di denaro (circa 400 euro) trovato in casa. Le vittime sono state costrette a «dare loro le chiavi, documenti e altro», ha terminato la figlia.
A quel punto, disturbati nei propri piani dal sistema d'allarme, i rapinatori hanno deciso di desistere. E sono fuggiti. L'indomani, fra la paura che non passa, il post divenuto virale: «Questa è la città in cui viviamo», la chiosa. Dell'episodio, che fa il paio con un altro avvenuto ventiquattrore prima in contrada Falcone - in questo caso, però, le urla dei vicini avrebbero colto di sorpresa i ladri, costringendoli ad abbandonare il colpo - sono stati allertati i Carabinieri della locale Compagnia.
In attesa della denuncia agli organi inquirenti, saranno anche visionate le telecamere della strada e dell'intero quartiere, mentre i proprietari di casa, sotto shock, stanno completando l'inventario per definire l'esatta entità del bottino. A commentare l'episodio che ha scosso tutta la città anche Antonio Azzollini, già senatore di Forza Italia e sindaco della città: «A Mauro, alla sua dolcissima moglie, ai figli Susanna e Michele, va la mia vicinanza», ha scritto sulla sua pagina Facebook.
«Questo - si legge ancora - non può essere archiviato come un fatto isolato. È criminalità che entra nelle case ed è paura che diventa normalità. Molfetta non può rassegnarsi. Questo è un problema strutturale, e come tale va affrontato da chi ha il dovere di farlo. La sicurezza - ha concluso - non è uno slogan: è un diritto».