Porto commerciale, cosa emerge dal DUP: opere ancora in corso e nuove prospettive per il futuro dello scalo
Il Documento Unico di Programmazione fotografa lo stato degli interventi e rilancia la visione di un porto multifunzionale
sabato 8 agosto 2026
11.56
A che punto è il nuovo porto commerciale di Molfetta? Il Documento Unico di Programmazione 2026-2028 dedica un intero capitolo all'infrastruttura, facendo il punto sui principali interventi ancora in corso e indicando le cinque priorità che dovranno accompagnare il completamento dell'opera. Accanto allo stato di avanzamento dei cantieri, il documento propone anche una riflessione sulla futura vocazione dello scalo, ritenuta strategica per lo sviluppo economico della città.
La prima priorità riguarda la banchina commerciale già realizzata. I lavori risultano conclusi dal punto di vista esecutivo, ma il collaudo tecnico-amministrativo non è ancora terminato. La Commissione di Collaudo ha infatti richiesto ulteriori verifiche sui materiali impiegati nel secondo braccio del molo di sopraflutto, anche in relazione a un procedimento giudiziario tuttora pendente. Per rispondere alle richieste sono state avviate nuove indagini geotecniche.
La seconda priorità interessa invece il completamento delle banchine portuali. È il capitolo che presenta le maggiori criticità. Il contratto d'appalto, sottoscritto nel luglio 2024 per un importo di circa 8,8 milioni di euro, non è ancora entrato pienamente nella fase operativa. Il DUP evidenzia come la consegna delle aree sia avvenuta soltanto in maniera parziale per l'indisponibilità di una parte della vasca di colmata già esistente all'interno del porto, utilizzata in passato per la realizzazione delle banchine e distinta dalla vasca prevista sul lungomare Colonna. Questa situazione ha impedito il regolare avvio del cantiere, con il conseguente slittamento dei termini contrattuali. Il documento richiama inoltre il rischio di possibili riserve economiche da parte dell'impresa esecutrice e segnala la necessità di nominare un nuovo direttore dei lavori dopo le dimissioni del precedente.
La terza priorità riguarda i collegamenti viari tra il porto e la zona industriale, mentre la quarta è dedicata alla realizzazione della piastra uffici. Per entrambe le opere il DUP evidenzia un percorso ancora in corso, condizionato anche dalle procedure e dalle competenze di altri enti, tra cui ANAS. La quinta priorità è rappresentata dal dragaggio dei fondali, intervento indispensabile per la piena operatività dello scalo. La procedura di gara è stata completata, seppur con un ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale. Il Documento ricorda che il termine ultimo per l'utilizzo dei finanziamenti regionali è fissato al 31 dicembre 2026, rendendo particolarmente rilevante il rispetto delle prossime scadenze operative.
Oltre allo stato di avanzamento delle opere, il DUP propone anche una riflessione sul futuro del porto. L'Amministrazione osserva come il progetto originario sia stato concepito oltre vent'anni fa, in un contesto economico profondamente diverso da quello attuale. Per questo viene indicata la volontà di orientare lo sviluppo dello scalo verso un modello multifunzionale, capace di integrare traffici commerciali compatibili, attività della pesca, nautica da diporto, cantieristica, formazione marittima, turismo e blue economy, senza inseguire il modello dei grandi porti commerciali pugliesi.
Il quadro che emerge è quello di un'infrastruttura ancora interessata da importanti passaggi tecnici e amministrativi. Le cinque priorità individuate dal Documento Unico di Programmazione delineano la tabella di marcia dei prossimi anni, nei quali il completamento delle opere dovrà procedere di pari passo con la definizione della futura identità del porto commerciale di Molfetta.
La prima priorità riguarda la banchina commerciale già realizzata. I lavori risultano conclusi dal punto di vista esecutivo, ma il collaudo tecnico-amministrativo non è ancora terminato. La Commissione di Collaudo ha infatti richiesto ulteriori verifiche sui materiali impiegati nel secondo braccio del molo di sopraflutto, anche in relazione a un procedimento giudiziario tuttora pendente. Per rispondere alle richieste sono state avviate nuove indagini geotecniche.
La seconda priorità interessa invece il completamento delle banchine portuali. È il capitolo che presenta le maggiori criticità. Il contratto d'appalto, sottoscritto nel luglio 2024 per un importo di circa 8,8 milioni di euro, non è ancora entrato pienamente nella fase operativa. Il DUP evidenzia come la consegna delle aree sia avvenuta soltanto in maniera parziale per l'indisponibilità di una parte della vasca di colmata già esistente all'interno del porto, utilizzata in passato per la realizzazione delle banchine e distinta dalla vasca prevista sul lungomare Colonna. Questa situazione ha impedito il regolare avvio del cantiere, con il conseguente slittamento dei termini contrattuali. Il documento richiama inoltre il rischio di possibili riserve economiche da parte dell'impresa esecutrice e segnala la necessità di nominare un nuovo direttore dei lavori dopo le dimissioni del precedente.
La terza priorità riguarda i collegamenti viari tra il porto e la zona industriale, mentre la quarta è dedicata alla realizzazione della piastra uffici. Per entrambe le opere il DUP evidenzia un percorso ancora in corso, condizionato anche dalle procedure e dalle competenze di altri enti, tra cui ANAS. La quinta priorità è rappresentata dal dragaggio dei fondali, intervento indispensabile per la piena operatività dello scalo. La procedura di gara è stata completata, seppur con un ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale. Il Documento ricorda che il termine ultimo per l'utilizzo dei finanziamenti regionali è fissato al 31 dicembre 2026, rendendo particolarmente rilevante il rispetto delle prossime scadenze operative.
Oltre allo stato di avanzamento delle opere, il DUP propone anche una riflessione sul futuro del porto. L'Amministrazione osserva come il progetto originario sia stato concepito oltre vent'anni fa, in un contesto economico profondamente diverso da quello attuale. Per questo viene indicata la volontà di orientare lo sviluppo dello scalo verso un modello multifunzionale, capace di integrare traffici commerciali compatibili, attività della pesca, nautica da diporto, cantieristica, formazione marittima, turismo e blue economy, senza inseguire il modello dei grandi porti commerciali pugliesi.
Il quadro che emerge è quello di un'infrastruttura ancora interessata da importanti passaggi tecnici e amministrativi. Le cinque priorità individuate dal Documento Unico di Programmazione delineano la tabella di marcia dei prossimi anni, nei quali il completamento delle opere dovrà procedere di pari passo con la definizione della futura identità del porto commerciale di Molfetta.