Minervini, parlano i legali: «Lui da sempre certo dell'onestà e della sua correttezza amministrativa»
Le parole degli avvocati Malcangi e Poli: «Confidiamo, adesso, nella serena valutazione della sua posizione»
giovedì 19 marzo 2026
9.07
Gli avvocati Mario Malcangi e Tommaso Poli commentano quanto emerso nelle motivazioni della Corte di Cassazione in merito alla posizione di Tommaso Minervini. Riportiamo di seguito la nota stampa integrale:
«All'indomani dell'annullamento da parte della Corte di Cassazione dei provvedimenti cautelari adottati nei confronti di Tommaso Minervini e dopo la lettura delle relative motivazioni, ci sentiamo in dovere, soprattutto per restituire al predetto la dignità che merita dopo l'ingiusto epilogo della sua esperienza amministrativa, di annotare che la Suprema Corte, nell'accogliere in toto il ricorso, non solo ha chiarito che Egli non doveva essere sottoposto a custodia domiciliare, ma, cosa più importante, ha sancito che tutte le ipotesi di reato elevate nei suoi confronti (ed anche nei confronti degli altri coindagati attinti da misure cautelari e interdittive), erano assolutamente infondate.
Tale profilo ci appare importante sottofineare pur mantenendo consueta stima е rispetto nei confronti dell'Autorità Giudiziaria che ha operato valutazioni diverse dalle nostre. Tommaso Minervini, certo della onestà e della correttezza amministrativa con le quali ha sempre operato nell'esclusivo interesse della città di Molfetta, aveva avversato fin dall'interrogatorio preventivo le ragioni poste a sostegno delle ipotesi accusatorie, argomentando diffusamente quali fossero gli argomenti e le prove di natura documentale che sconfessavano le ipotesi di reato sostenute dalla Procura.
Confidiamo, adesso, nella serena valutazione della sua posizione ed auspichiamo la favorevole definizione della stessa».
«All'indomani dell'annullamento da parte della Corte di Cassazione dei provvedimenti cautelari adottati nei confronti di Tommaso Minervini e dopo la lettura delle relative motivazioni, ci sentiamo in dovere, soprattutto per restituire al predetto la dignità che merita dopo l'ingiusto epilogo della sua esperienza amministrativa, di annotare che la Suprema Corte, nell'accogliere in toto il ricorso, non solo ha chiarito che Egli non doveva essere sottoposto a custodia domiciliare, ma, cosa più importante, ha sancito che tutte le ipotesi di reato elevate nei suoi confronti (ed anche nei confronti degli altri coindagati attinti da misure cautelari e interdittive), erano assolutamente infondate.
Tale profilo ci appare importante sottofineare pur mantenendo consueta stima е rispetto nei confronti dell'Autorità Giudiziaria che ha operato valutazioni diverse dalle nostre. Tommaso Minervini, certo della onestà e della correttezza amministrativa con le quali ha sempre operato nell'esclusivo interesse della città di Molfetta, aveva avversato fin dall'interrogatorio preventivo le ragioni poste a sostegno delle ipotesi accusatorie, argomentando diffusamente quali fossero gli argomenti e le prove di natura documentale che sconfessavano le ipotesi di reato sostenute dalla Procura.
Confidiamo, adesso, nella serena valutazione della sua posizione ed auspichiamo la favorevole definizione della stessa».