L’Arciconfraternita della Morte contribuisce alla realizzazione dell’aula di musicoterapia della Lega del Filo d’Oro

La nuova aula rappresenta uno spazio prezioso per le attività del Centro, dove la musica diventa uno strumento di relazione

lunedì 19 ottobre 2026 9.37
Un pomeriggio di emozioni a Molfetta, dove è stata inaugurata l'aula di musicoterapia riqualificata grazie al contributo dell'Arciconfraternita della Morte. Un progetto che traduce in un gesto concreto i valori della carità e dell'impegno verso la comunità.

Ci sono momenti destinati a rimanere nella memoria di una comunità. Momenti in cui la gioia, la commozione e la consapevolezza si incontrano, lasciando un ricordo che il tempo difficilmente riesce a cancellare. Quello vissuto sabato 17 ottobre è stato senza dubbio uno degli eventi più significativi e sentiti nella storia recente dell'Arciconfraternita della Morte di Molfetta. Presso il Centro della Lega del Filo d'Oro di Molfetta è stata inaugurata l'aula di musicoterapia, uno spazio completamente riqualificato grazie al prezioso contributo del sodalizio. Il progetto nasce dal desiderio di compiere un gesto concreto di solidarietà, capace di andare oltre le parole e tradursi in un sostegno reale per chi, ogni giorno, affronta difficoltà che richiedono attenzione e sensibilità.

La nuova aula rappresenta uno spazio prezioso per le attività del Centro, dove la musica diventa uno strumento di relazione, comunicazione ed espressione per le persone affette da disabilità.

Alla cerimonia hanno preso parte il direttore del Centro della Lega del Filo d'Oro di Molfetta, dott. Sergio Giannulo, il vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, S.E. Mons. Domenico Basile, il Consiglio di Amministrazione dell'Arciconfraternita, accompagnato dal padre spirituale don Pinuccio Magarelli, nonché don Beppe De Ruvo, guida spirituale della comunità parrocchiale della Madonna della Rosa, nel cui territorio sorge il Centro. Presente anche una nutrita rappresentanza di confratelli.

Particolarmente significativa è stata la presenza degli ospiti del Centro, accompagnati dalle loro famiglie, e del prof. Mauro Germinario, maestro di musicoterapia, che ha illustrato ai presenti le potenzialità terapeutiche della musica e la sua capacità di favorire la comunicazione, stimolare le emozioni e creare occasioni di relazione anche laddove le parole non riescono ad arrivare. L'aula, già pienamente fruibile, è pronta ad accogliere le attività quotidiane del Centro, offrendo agli ospiti un ambiente nel quale la musica non rappresenta soltanto un'esperienza piacevole, ma un autentico strumento terapeutico, in grado di accompagnarli nel loro percorso, favorire il benessere e aprire nuove possibilità di espressione e di incontro con gli altri.

È stato un pomeriggio intenso, autentico e profondamente toccante. Un susseguirsi di emozioni difficili da raccontare, che ha ricordato a tutti il significato più vero dell'appartenenza a una confraternita: essere presenti, aiutare concretamente e mettersi al servizio degli altri. Emozionato, il Priore dell'Arciconfraternita della Morte, Girolamo Caputi, ha voluto sottolineare il valore dell'iniziativa:
«Questo è il progetto più importante del nostro mandato, condiviso e sostenuto dall'intero Consiglio di Amministrazione e da tutto il sodalizio. Il mio ringraziamento va a tutta l'Arciconfraternita, perché quanto abbiamo realizzato è stato possibile grazie alla generosità di tutti.

Per noi è un vero onore aver lasciato un segno nella storia della nostra comunità. La carità è da sempre alla base della missione mutualistica della nostra Arciconfraternita e continuerà a esserlo, sapendosi adattare alle diverse esigenze e ai cambiamenti del tempo.
L'emozione che proviamo oggi è indescrivibile».
Parole che racchiudono il senso di un percorso condiviso, reso possibile dalla volontà e dalla generosità dell'intera comunità confraternale.
Dopo la benedizione impartita dal Vescovo, si è proceduto allo scoprimento di una targa commemorativa, destinata a custodire nel tempo il ricordo di questa giornata e a testimoniare il legame di amicizia e solidarietà tra la Lega del Filo d'Oro di Molfetta e l'Arciconfraternita della Morte.
Un segno tangibile di un rapporto destinato, nell'auspicio di tutti, a continuare a crescere e a generare nuove occasioni di vicinanza e sostegno.
Per l'Arciconfraternita della Morte, da sempre profondamente legata alle tradizioni religiose e alla storia della città, questa giornata rappresenta anche qualcosa di più: la testimonianza di come un sodalizio antico possa continuare a interpretare, attraverso gesti attuali e concreti, i valori di carità e solidarietà sui quali si fonda la propria esistenza.