Disastro ambientale a Molfetta, commissariati il consorzio Asi di Bari e Asi spa
Dopo le dimissioni dei vertici, la Procura di Trani revoca le richieste di misure cautelari. Sequestrati beni per 100 milioni di euro
venerdì 5 giugno 2026
16.18
Una falda acquifera «consapevolmente» inquinata. Un sottosuolo impregnato di arsenico, zinco, cadmio, nichel. Un disastro ambientale compiuto con l'utilizzo di pozzi disperdenti abusivi, che drenavano gli scarichi della zona industriale di Molfetta nella falda causando un inquinamento che «non potrà essere eliminato».
Per ciò la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Altamura, ha disposto il commissariamento giudiziario del consorzio Asi di Bari e dell'Asi s.p.a. nell'ambito dell'inchiesta diretta dal pubblico ministero Marco Gambardella sul presunto disastro ambientale di Molfetta. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia Costiera col supporto del Nucleo Speciale d'Intervento del Comando Generale, sostituisce la misura cautelare dell'interdizione all'esercizio dell'attività.
Per gli investigatori, «l'inquinamento della falda sarebbe stato causato dallo sversamento delle acque». La Procura di Trani aveva chiesto l'arresto o l'interdizione di tre persone. Per due di loro - Domenico Mariani, direttore generale del consorzio Asi e della società Asi e Pierluca Macchia, che dell'Asi è stato responsabile tecnico -, difesi dagli avvocati Michele Laforgia e Daniela Castelluzzo, la Procura ha revocato la richiesta a seguito delle rispettive dimissioni dai loro incarichi.
Per il terzo, il dirigente della città metropolitana Giampiero Di Lella, difeso dagli avvocati Giuseppe De Luca e Felice Indiveri, la gip di Trani ha rigettato la richiesta a seguito del trasferimento ad un altro ufficio disposto dal sindaco metropolitano. La misura arriva dopo le dimissioni dei precedenti presidenti del consorzio Asi Bari e della Asi spa, oltre che di gran parte dei componenti dei rispettivi consigli di amministrazione. Revoche anche per Pierluigi Vulcano e Giuseppe Riccardi.
L'inchiesta, che conta 72 indagati, è partita da un dato, ovvero «la presenza di molteplici impianti nella zona industriale di Molfetta» e si è sviluppata sulla «qualità dello scarico che finiva direttamente nell'acqua di falda in un agglomerato industriale esteso per 230 ettari». Le indagini della Capitaneria di Porto si sono avvalse di video-ispezioni e campionamenti biologici, chimici e ingegneristici. I risultati hanno mostrato «uno sforamento dei limiti inquinanti fino ad oltre 10mila volte».
In queste ore il personale della Guardia Costiera sta procedendo all'individuazione degli attuali rappresentanti degli enti. Il valore complessivo dei beni mobili ed immobili degli enti commissariati è stimato all'incirca in 100 milioni di euro. I commissari sono due commercialisti campani, Antonio Ricci e Gaetano Mirabella.
Per ciò la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Altamura, ha disposto il commissariamento giudiziario del consorzio Asi di Bari e dell'Asi s.p.a. nell'ambito dell'inchiesta diretta dal pubblico ministero Marco Gambardella sul presunto disastro ambientale di Molfetta. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia Costiera col supporto del Nucleo Speciale d'Intervento del Comando Generale, sostituisce la misura cautelare dell'interdizione all'esercizio dell'attività.
Per gli investigatori, «l'inquinamento della falda sarebbe stato causato dallo sversamento delle acque». La Procura di Trani aveva chiesto l'arresto o l'interdizione di tre persone. Per due di loro - Domenico Mariani, direttore generale del consorzio Asi e della società Asi e Pierluca Macchia, che dell'Asi è stato responsabile tecnico -, difesi dagli avvocati Michele Laforgia e Daniela Castelluzzo, la Procura ha revocato la richiesta a seguito delle rispettive dimissioni dai loro incarichi.
Per il terzo, il dirigente della città metropolitana Giampiero Di Lella, difeso dagli avvocati Giuseppe De Luca e Felice Indiveri, la gip di Trani ha rigettato la richiesta a seguito del trasferimento ad un altro ufficio disposto dal sindaco metropolitano. La misura arriva dopo le dimissioni dei precedenti presidenti del consorzio Asi Bari e della Asi spa, oltre che di gran parte dei componenti dei rispettivi consigli di amministrazione. Revoche anche per Pierluigi Vulcano e Giuseppe Riccardi.
L'inchiesta, che conta 72 indagati, è partita da un dato, ovvero «la presenza di molteplici impianti nella zona industriale di Molfetta» e si è sviluppata sulla «qualità dello scarico che finiva direttamente nell'acqua di falda in un agglomerato industriale esteso per 230 ettari». Le indagini della Capitaneria di Porto si sono avvalse di video-ispezioni e campionamenti biologici, chimici e ingegneristici. I risultati hanno mostrato «uno sforamento dei limiti inquinanti fino ad oltre 10mila volte».
In queste ore il personale della Guardia Costiera sta procedendo all'individuazione degli attuali rappresentanti degli enti. Il valore complessivo dei beni mobili ed immobili degli enti commissariati è stimato all'incirca in 100 milioni di euro. I commissari sono due commercialisti campani, Antonio Ricci e Gaetano Mirabella.