I dipinti fatti realizzare dal canonico Ursi esposti presso il Polo Culturale Diocesano a Molfetta
Diciassette dipinti, con raffigurazioni tratte dai vasi rinvenuti a Ruvo di Puglia nella prima metà dell’Ottocento
domenica 8 novembre 2026
L'autunno è stagione di riflessione, studio e approfondimento. Per questo il Polo Culturale Diocesano di Molfetta ha organizzato un ciclo di conferenze su tematiche artistiche e storiche di rilevanza per il territorio, presso il Museo Diocesano a Molfetta, ogni sabato di novembre sarà dedicato ad un argomento diverso di approfondimento.
Si parte sabato 14 novembre alle ore 18,30 con l'esposizione e conferenza "Le tempere ottocentesche dai vasi di Ruvo. Dal Pontificio Seminario Regionale al Museo Diocesano". Interverranno Francesco Di Palo, della Fondazione Museo Diocesano, e Giuseppina Gadaleta, dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", Dipartimento di ricerca e innovazione umanistica. Con la loro guida ripercorreremo la storia delle tempere ed acquerelli già parte della collezione Ursi e Loiodice, e poi confluite per donazione al Pontificio Seminario Regionale. Esse raffigurano scene mitologiche tratte dai vasi scoperti a Ruvo di Puglia tra la fine degli anni Venti dell'Ottocento e il 1836.
Le tempere, opere di Vincenzo Cantatore come si firma in una di esse, mostrano la loro dipendenza dai disegni a contorno realizzati a ricalco su fogli appoggiati alla superficie vascolare. Si utilizzava questa tecnica per realizzare stampe o incisioni, nello specifico caso tavole dipinte a mano. L'intera serie di dipinti risulta commissionata dallo studioso locale, il canonico Giacomo Ursi, autore di un'opera storica su Ruvo e di un'appendice a essa, caratterizzata dall'ampio di ricorso alle memorie del reverendo Federico Laviola, responsabile della trasmissione delle notizie sugli scavi ruvesi all'Istituto di Corrispondenza Archeologica dal 1834. I vasi da cui derivano queste opere sono sparsi per il mondo, da Napoli a San Pietroburgo, uno solo è nel Museo Nazionale Jatta di Ruvo. Tra i disegni spicca la famosa Tomba delle danzatrici, tra le scoperte archeologiche più importanti e note, avvenuta a Ruvo.
I dipinti, recentemente restaurati sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, saranno esposti all'interno della Biblioteca monumentale del Polo Culturale Diocesano fino a primavera, grazie alla rinnovata intesa con il Pontificio Seminario Regionale Pio XI – sottoscritta il 4 novembre scorso dal Rettore don Gianni Caliandro e dal Presidente della Fondazione don Angelo Mazzone – per il deposito di alcune opere artistiche al Museo Diocesano, tra cui figurano vasi ed altri reperti archeologici di epoca magnogreca ed ellenistica. In primavera, periodo di inizio dei lavori di restauro e ristrutturazione del complesso del Seminario Vescovile annunciati recentemente, le opere saranno esposte in mostra a Ruvo di Puglia presso la sezione del Polo Culturale nel complesso dell'Annunziata-Santa Caterina, sede dell'Archivio Diocesano.
I successivi appuntamenti culturali in programma a Molfetta sono invece dedicati il 21 novembre ore 18.00 a Corrado Giaquinto, "Dalle radici alle corti. Corrado Giaquinto e la formazione di un linguaggio pittorico europeo" tenuto da Cecilia Veronese, il 28 novembre ore 18.00 ai suoi allievi con "La bottega dei Porta prima e dopo Giaquinto. Un linguaggio pittorico lungo un secolo", relatore Francesco De Nicolo.
Si parte sabato 14 novembre alle ore 18,30 con l'esposizione e conferenza "Le tempere ottocentesche dai vasi di Ruvo. Dal Pontificio Seminario Regionale al Museo Diocesano". Interverranno Francesco Di Palo, della Fondazione Museo Diocesano, e Giuseppina Gadaleta, dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", Dipartimento di ricerca e innovazione umanistica. Con la loro guida ripercorreremo la storia delle tempere ed acquerelli già parte della collezione Ursi e Loiodice, e poi confluite per donazione al Pontificio Seminario Regionale. Esse raffigurano scene mitologiche tratte dai vasi scoperti a Ruvo di Puglia tra la fine degli anni Venti dell'Ottocento e il 1836.
Le tempere, opere di Vincenzo Cantatore come si firma in una di esse, mostrano la loro dipendenza dai disegni a contorno realizzati a ricalco su fogli appoggiati alla superficie vascolare. Si utilizzava questa tecnica per realizzare stampe o incisioni, nello specifico caso tavole dipinte a mano. L'intera serie di dipinti risulta commissionata dallo studioso locale, il canonico Giacomo Ursi, autore di un'opera storica su Ruvo e di un'appendice a essa, caratterizzata dall'ampio di ricorso alle memorie del reverendo Federico Laviola, responsabile della trasmissione delle notizie sugli scavi ruvesi all'Istituto di Corrispondenza Archeologica dal 1834. I vasi da cui derivano queste opere sono sparsi per il mondo, da Napoli a San Pietroburgo, uno solo è nel Museo Nazionale Jatta di Ruvo. Tra i disegni spicca la famosa Tomba delle danzatrici, tra le scoperte archeologiche più importanti e note, avvenuta a Ruvo.
I dipinti, recentemente restaurati sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, saranno esposti all'interno della Biblioteca monumentale del Polo Culturale Diocesano fino a primavera, grazie alla rinnovata intesa con il Pontificio Seminario Regionale Pio XI – sottoscritta il 4 novembre scorso dal Rettore don Gianni Caliandro e dal Presidente della Fondazione don Angelo Mazzone – per il deposito di alcune opere artistiche al Museo Diocesano, tra cui figurano vasi ed altri reperti archeologici di epoca magnogreca ed ellenistica. In primavera, periodo di inizio dei lavori di restauro e ristrutturazione del complesso del Seminario Vescovile annunciati recentemente, le opere saranno esposte in mostra a Ruvo di Puglia presso la sezione del Polo Culturale nel complesso dell'Annunziata-Santa Caterina, sede dell'Archivio Diocesano.
I successivi appuntamenti culturali in programma a Molfetta sono invece dedicati il 21 novembre ore 18.00 a Corrado Giaquinto, "Dalle radici alle corti. Corrado Giaquinto e la formazione di un linguaggio pittorico europeo" tenuto da Cecilia Veronese, il 28 novembre ore 18.00 ai suoi allievi con "La bottega dei Porta prima e dopo Giaquinto. Un linguaggio pittorico lungo un secolo", relatore Francesco De Nicolo.