Giornate FAI di Primavera: alla scoperta della Parrocchia San Bernardino

Aperture previste per il 21 e 22 marzo

martedì 10 marzo 2026 15.32
Sabato 21 e domenica 22 marzo torna il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese con visite a contributo libero, si tratta delle Giornate FAI di Primavera. Per l'occasione a Molfetta si potrà visitare la Parrocchia San Bernardino.

Parrocchia San Bernardino

La chiesa di San Bernardino a Molfetta nacque nel 1451 insieme al convento dei Frati Minori Osservanti, costruiti appena fuori dalle mura cittadine, su un terreno rialzato che probabilmente serviva anche come luogo di sepoltura, secondo l'uso del tempo.

Dalla sua fondazione intorno alla metà del XV secolo, la Chiesa ha attraversato numerose vicissitudini, tra cui il devastante sacco del 1529, durante il quale subì gravi danni a causa dei bombardamenti franco-veneziani. Solo nel 1585 si avviarono importanti lavori di restauro e ampliamento. Con le soppressioni napoleoniche del 1809, il convento e la chiesa passarono all'amministrazione dell'Ospedale, che vi si trasferì nel 1813. La Congregazione di Monte di Pietà restaurò alcune cappelle, un tempo appartenute a famiglie nobili. I lavori di manutenzione continuarono fino al 1960, quando la chiesa divenne parrocchia. Negli anni successivi furono aperti nuovi passaggi, ripuliti gli altari e ripristinato l'antico accesso al convento.

Le fonti più antiche parlano di una chiesa a tre navate, ma gli studi moderni mostrano che l'edificio originario era in realtà un'aula unica, ampliata solo nel Cinquecento. Lo confermano vari indizi architettonici: i contrafforti esterni che poggiano su voltine successive, i pilastri troppo massicci per una struttura nata tripartita, e il dislivello tra la navata centrale e quelle laterali. Dopo il sacco franco-veneziano vennero rifatti la facciata, gli interni, gli altari laterali e fu costruito un piccolo campanile a vela rivolto verso San Michele di Monte Sant'Angelo. Nel Seicento gli altari lignei dorati furono sostituiti da strutture barocche in pietra bianca, mentre nel 1699 la chiesa venne riconsacrata a San Bernardino. Il Settecento portò ulteriori trasformazioni: gli altari furono sopraelevati, l'organo fu modernizzato e venne installato un grande altare maggiore in pietra, che contribuì a creare un'atmosfera rococò con accenti già neoclassici. Le numerose cappelle testimoniano la presenza di una borghesia locale ricca e devota, che le decorò con dipinti e stucchi. Tra queste spicca la cappella Passari che custodiva il quadro originale de "La Madonna del Cucito" di Francesco Cozza trafugato nel 1970.La chiesa custodisce le opere di Gaspar Hovic, pittore fiammingo attivo in Puglia.