Fugge in bici, aggredisce i Carabinieri: libero il giorno dopo l'arresto
La violenza a Molfetta: convalidato l'arresto, ma l'aggressore, un 19enne barese residente a Giovinazzo, è già tornato in libertà
sabato 19 settembre 2026
13.31
Pur di sottrarsi ad un controllo sarebbe fuggito a piedi: non pago, dopo essere stato raggiunto dai Carabinieri, li avrebbe aggrediti, prima di essere arrestato. È già tornato in libertà, dopo la convalida, il 19enne Davide Carbone, barese residente a Giovinazzo, protagonista dell'episodio, avvenuto lo scorso martedì a Molfetta.
È avvenuto alle ore 10.00, quando una pattuglia della Sezione Radiomobile ha notato il giovane su una bicicletta elettrica, decidendo di procedere ad un controllo. Ma, davanti alla paletta alzata, ha accelerato, prima di abbandonare la bici e di scappare. Rintracciato in via colonnello Regina, alla vista delle divise «scagliava il mezzo contro un'auto parcheggiata sulla pubblica via - è scritto agli atti -, danneggiandone la portiera anteriore destra», prima dileguarsi ancora una volta a piedi.
Il giovane, che fino all'ultimo istante ha tentato di evitare la cattura nascondendosi nel bagno di un bar di via monsignore Salvucci, è stato scoperto. A quel punto, dopo averli minacciati («Andatevene perché io vi uccido»), si sarebbe scagliato contro i due appuntati scelti che stavano cercando di impedirgli l'ennesima fuga a piedi, colpendoli con calci e spintoni. Nonostante ciò, è stato arrestato, prima di essere accompagnato nel carcere di Trani dove, però, è rimasto solo poche ore.
Mercoledì, infatti, il giudice monocratico del Tribunale, Alessandro Fabbroni, su istanza dell'avvocato Marco Di Bartolomeo, ha disposto «l'immediata liberazione» del 19enne. Per il giovane, con precedenti penali per lesioni personali e danneggiamento, è stato prescritto il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
È avvenuto alle ore 10.00, quando una pattuglia della Sezione Radiomobile ha notato il giovane su una bicicletta elettrica, decidendo di procedere ad un controllo. Ma, davanti alla paletta alzata, ha accelerato, prima di abbandonare la bici e di scappare. Rintracciato in via colonnello Regina, alla vista delle divise «scagliava il mezzo contro un'auto parcheggiata sulla pubblica via - è scritto agli atti -, danneggiandone la portiera anteriore destra», prima dileguarsi ancora una volta a piedi.
Il giovane, che fino all'ultimo istante ha tentato di evitare la cattura nascondendosi nel bagno di un bar di via monsignore Salvucci, è stato scoperto. A quel punto, dopo averli minacciati («Andatevene perché io vi uccido»), si sarebbe scagliato contro i due appuntati scelti che stavano cercando di impedirgli l'ennesima fuga a piedi, colpendoli con calci e spintoni. Nonostante ciò, è stato arrestato, prima di essere accompagnato nel carcere di Trani dove, però, è rimasto solo poche ore.
Mercoledì, infatti, il giudice monocratico del Tribunale, Alessandro Fabbroni, su istanza dell'avvocato Marco Di Bartolomeo, ha disposto «l'immediata liberazione» del 19enne. Per il giovane, con precedenti penali per lesioni personali e danneggiamento, è stato prescritto il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.