Flotilla, l'appello dei genitori di Domenico Centrone: «La sua unica colpa è aver aiutato chi soffre»

Ieri intanto si è svolto un presidio per l'attivista 33enne in Piazza Mazzini

domenica 7 giugno 2026 14.14
Attraverso un video diffuso dalla famiglia, i genitori di Domenico "Nico" Centrone, l'attivista molfettese detenuto in Libia insieme ad altri volontari della missione umanitaria Global Sumud diretta a Gaza, hanno lanciato un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché si adoperino per ottenere la liberazione del figlio e degli altri attivisti.

Nel filmato, pubblicato dalla famiglia, la madre di Domenico fatica a trattenere l'emozione mentre chiede un intervento urgente delle autorità. Il padre sottolinea come il figlio abbia partecipato alla missione esclusivamente per ragioni umanitarie, con l'obiettivo di portare sostegno a persone in difficoltà.

«Chiediamo al Governo italiano e a tutti i governi europei di fare il possibile per riportare a casa nostro figlio e tutti gli altri volontari», afferma il padre. «Domenico è partito per compiere un gesto di solidarietà verso chi soffre. Oggi si trova invece privato della libertà senza aver commesso alcun reato. La sua unica colpa è stata quella di voler aiutare persone in difficoltà».

Secondo quanto denunciato dalla Global Sumud Flotilla il 5 giugno, dieci degli undici volontari trattenuti a Bengasi avrebbero intrapreso uno sciopero della fame e le loro condizioni di salute sarebbero in rapido peggioramento.

A Molfetta, nella giornata di ieri, si è anche svolto un presidio di solidarietà promosso dal coordinamento "Molfetta per la Palestina", di cui Centrone fa parte. I partecipanti hanno chiesto l'immediata liberazione dell'attivista, ribadendo che il suo impegno era esclusivamente umanitario.

Nel frattempo, il Consolato generale d'Italia a Bengasi continua a sollecitare l'autorizzazione per una visita consolare ai due cittadini italiani detenuti in Libia nell'ambito della missione della Global Sumud Convoy.