Falda contaminata a Molfetta, al via gli interrogatori. In due si dimettono
Nell'inchiesta che ha travolto l'Asi di Bari revocate due delle tre richieste di domiciliari. Indagate complessivamente 72 persone
martedì 19 maggio 2026
11.43
Sono iniziati ieri, a Bari, gli interrogatori preventivi nell'ambito dell'operazione "Ground water", il procedimento che ipotizza il reato di disastro ambientale colposo legato all'inquinamento della falda nell'area Asi di Molfetta. Intanto, due indagati hanno presentato le loro dimissioni per scongiurare il rischio di misure cautelari.
Le hanno depositate alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Altamura, due indagati per i quali il pubblico ministero Marco Gambardella aveva chiesto gli arresti domiciliari. Si tratta di Domenico Mariani, direttore generale del Consorzio Asi e della società Asi s.p.a. e Pierluca Macchia, che della Asi s.p.a. è stato responsabile tecnico, entrambi assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Daniela Castelluzzo e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Giampiero Di Lella, invece, dirigente del servizio Tutela dell'Ambiente della Città Metropolitana (difeso da Giuseppe De Luca e Felice Indiveri), è stato trasferito ad un diverso ufficio. Ed è stato proprio il pm Gambardella, dopo la formalizzazione delle dimissioni, a revocare la richiesta di arresto per Mariani e per Macchia. Per ora, durante gli interrogatori preventivi, Mariani, Macchia e Di Lella si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, rilasciando solo delle spontanee dichiarazioni.
L'inchiesta è quella sul presunto disastro ambientale determinato dallo scarico di metalli nei pozzi dell'area industriale. Inchiesta che una settimana fa ha portato la Guardia Costiera a bloccare 11 pozzi disperdenti e a sequestrare 17 aziende. Nessuna misura per gli imprenditori che operano nell'area. Sono 72 gli indagati.
Le hanno depositate alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Altamura, due indagati per i quali il pubblico ministero Marco Gambardella aveva chiesto gli arresti domiciliari. Si tratta di Domenico Mariani, direttore generale del Consorzio Asi e della società Asi s.p.a. e Pierluca Macchia, che della Asi s.p.a. è stato responsabile tecnico, entrambi assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Daniela Castelluzzo e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Giampiero Di Lella, invece, dirigente del servizio Tutela dell'Ambiente della Città Metropolitana (difeso da Giuseppe De Luca e Felice Indiveri), è stato trasferito ad un diverso ufficio. Ed è stato proprio il pm Gambardella, dopo la formalizzazione delle dimissioni, a revocare la richiesta di arresto per Mariani e per Macchia. Per ora, durante gli interrogatori preventivi, Mariani, Macchia e Di Lella si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, rilasciando solo delle spontanee dichiarazioni.
L'inchiesta è quella sul presunto disastro ambientale determinato dallo scarico di metalli nei pozzi dell'area industriale. Inchiesta che una settimana fa ha portato la Guardia Costiera a bloccare 11 pozzi disperdenti e a sequestrare 17 aziende. Nessuna misura per gli imprenditori che operano nell'area. Sono 72 gli indagati.