Elezioni comunali, l’appello della Consulta laicale: «La politica sia servizio al bene comune»

Un invito alla partecipazione consapevole e al voto libero rivolto alla città di Molfetta in vista delle prossime amministrative

lunedì 11 maggio 2026
In vista delle prossime elezioni amministrative del Comune di Molfetta, la Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali ha diffuso una nota pubblica con cui richiama cittadini, associazioni e candidati a vivere la campagna elettorale nel segno della responsabilità, della partecipazione e del bene comune.

Nel documento, il direttivo della Consulta sottolinea come la politica debba tornare ad essere considerata «arte nobile e difficile», riprendendo l'espressione contenuta nella Gaudium et Spes e più volte richiamata dal magistero della Chiesa. L'intervento nasce dalla volontà di favorire una cittadinanza attiva e consapevole, invitando i cittadini non soltanto a recarsi alle urne, ma a informarsi, confrontarsi e conoscere realmente candidati, programmi e visioni per la città.

«Partecipare significa prendere parte, interessarsi alla vita della città, informarsi, approfondire ciò che più ci sta a cuore, segnalare criticità e offrire idee e proposte per il bene comune», si legge nella nota. Secondo la Consulta, il semplice esercizio del voto non basta a garantire una buona amministrazione. Per questo viene ribadita la necessità di scegliere con attenzione le persone chiamate a governare la città, valutandone il percorso, la credibilità e la capacità di interpretare i bisogni della comunità.

Ampio spazio viene dedicato anche al tema dell'astensionismo, definito come il sintomo di una crescente sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni. La città di Molfetta, infatti, viene indicata come una delle realtà pugliesi con i più bassi livelli di partecipazione elettorale, un dato che secondo la Consulta impone una riflessione collettiva. Da qui l'invito rivolto alle realtà associative, ecclesiali e civili a promuovere occasioni di confronto pubblico tra candidati e cittadini, affinché la campagna elettorale possa svilupparsi attraverso contenuti, programmi e proposte concrete, evitando slogan, polemiche sterili e attacchi personali.

Nel documento trova spazio anche un forte richiamo alla legalità e alla libertà del voto. La Consulta invita infatti i cittadini a diffidare da ogni forma di scambio elettorale o promessa di favore personale, ricordando come tali pratiche rappresentino non solo un reato, ma anche una grave deriva etica.

«La libertà del voto è la garanzia di un'amministrazione giusta e non corrotta», scrivono i firmatari, denunciando quei meccanismi che spesso approfittano delle fragilità economiche e sociali dei cittadini. Il riferimento conclusivo è alle parole di Don Tonino Bello, simbolo morale e spirituale del territorio: «È un delitto lasciare la politica agli avventurieri».
Per la Consulta diocesana, il politico deve essere una persona libera, competente, capace di ascoltare e di lavorare in squadra, mettendo al centro esclusivamente il bene della comunità.
Il messaggio si chiude con un augurio rivolto all'intera città: vivere il voto come un autentico esercizio di democrazia e responsabilità civile.