Da Molfetta a Napoli: il viaggio del capolavoro di Fedele Fischetti
Si tratta del prezioso tondo raffigurante “Cristo morto alla presenza della Vergine Addolorata"
sabato 6 giugno 2026
10.48
Un'opera che attraversa i secoli, custode di fede, arte e storia, lascia temporaneamente Molfetta per fare ritorno a Napoli, città che ne vide la nascita grazie al talento di Fedele Fischetti, uno dei più importanti pittori del Settecento meridionale.
Si tratta del prezioso tondo raffigurante "Cristo morto alla presenza della Vergine Addolorata, di Dio Padre e dello Spirito Santo", protagonista di un percorso che riannoda fili rimasti sospesi per oltre duecentocinquant'anni. Le fonti archivistiche testimoniano infatti come, nel XVIII secolo, fossero state annotate le spese sostenute «per spedizione, porto e riporto della macchia del quadro fatta in Napoli», necessarie per ottenere l'approvazione dell'allora vescovo di Molfetta, Gennaro Antonucci.
Oggi quel viaggio si ripete simbolicamente, riportando l'opera nel luogo in cui prese forma l'ispirazione dell'artista. Un'occasione che assume un valore ancora più significativo perché consente di ricostruire, attraverso il dialogo tra opere e documenti, una delle pagine più affascinanti della storia artistica molfettese. Particolarmente emozionante è stato il ricongiungimento del tondo con la grande pala d'altare realizzata dallo stesso Fischetti e conservata nella Cattedrale di Molfetta. Un confronto capace di trasformare le testimonianze archivistiche in una narrazione viva fatta di colori, figure e suggestioni, offrendo nuovi elementi per comprendere le dinamiche artistiche dell'epoca e la celebre sfida che vide protagonista Vito Calò, considerato l'ultimo esponente della scuola giaquintesca.
L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità della famiglia Typaldos-Belisario, che ha concesso l'opportunità di valorizzare e approfondire un patrimonio artistico di straordinario valore. Un evento che conferma come la storia dell'arte sacra molfettese continui ancora oggi a raccontare nuove pagine, mantenendo vivo il legame tra passato e presente. Perché, come dimostra questo ritorno alle origini, la bellezza e la fede non smettono mai di generare nuove occasioni di scoperta e meraviglia.
Si tratta del prezioso tondo raffigurante "Cristo morto alla presenza della Vergine Addolorata, di Dio Padre e dello Spirito Santo", protagonista di un percorso che riannoda fili rimasti sospesi per oltre duecentocinquant'anni. Le fonti archivistiche testimoniano infatti come, nel XVIII secolo, fossero state annotate le spese sostenute «per spedizione, porto e riporto della macchia del quadro fatta in Napoli», necessarie per ottenere l'approvazione dell'allora vescovo di Molfetta, Gennaro Antonucci.
Oggi quel viaggio si ripete simbolicamente, riportando l'opera nel luogo in cui prese forma l'ispirazione dell'artista. Un'occasione che assume un valore ancora più significativo perché consente di ricostruire, attraverso il dialogo tra opere e documenti, una delle pagine più affascinanti della storia artistica molfettese. Particolarmente emozionante è stato il ricongiungimento del tondo con la grande pala d'altare realizzata dallo stesso Fischetti e conservata nella Cattedrale di Molfetta. Un confronto capace di trasformare le testimonianze archivistiche in una narrazione viva fatta di colori, figure e suggestioni, offrendo nuovi elementi per comprendere le dinamiche artistiche dell'epoca e la celebre sfida che vide protagonista Vito Calò, considerato l'ultimo esponente della scuola giaquintesca.
L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità della famiglia Typaldos-Belisario, che ha concesso l'opportunità di valorizzare e approfondire un patrimonio artistico di straordinario valore. Un evento che conferma come la storia dell'arte sacra molfettese continui ancora oggi a raccontare nuove pagine, mantenendo vivo il legame tra passato e presente. Perché, come dimostra questo ritorno alle origini, la bellezza e la fede non smettono mai di generare nuove occasioni di scoperta e meraviglia.