Sequestrato il PalaPanunzio. «Immobile invaso arbitrariamente dal 2019»
I Carabinieri hanno posto i sigilli alla struttura sportiva di via Giovinazzo e ad un'abitazione adiacente. 6 gli indagati
mercoledì 7 ottobre 2026
10.46
Un impianto sportivo pubblico, il PalaPanunzio di Molfetta, invaso «arbitrariamente al fine di occuparlo e trarne profitto» sin dal 2019. Per questo, questa mattina, i Carabinieri hanno apposto i sigilli all'intero Palazzetto dello Sport di via Giovinazzo e ad un'abitazione adiacente. Sei, complessivamente, le persone indagate.
A far scattare l'intervento della magistratura (il decreto di sequestro preventivo porta la firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo), è stata un'attività della Compagnia cittadina, diretta dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Marco Gambardella, da cui è emerso come il 53enne Francesco Spezzacatena (assistito dall'avvocato Andrea Calò) occupasse «abusivamente l'immobile in assenza di qualsivoglia titolo legittimo».
L'uomo, infatti, secondo l'accusa, è indagato perché, «in concorso con altri soggetti in fase di identificazione, invadeva arbitrariamente un edificio pubblico, al fine di occuparlo». Secondo gli inquirenti, infatti, il maestro della Pienza Boxe, dal 2019, avrebbe invaso «arbitrariamente l'immobile, occupandolo senza soluzione di continuità e traendone un ingiusto profitto consistente nella mancata corresponsione di canoni di locazione per l'ammontare pari a circa 60.175 euro», è scritto.
A far scattare l'intervento della magistratura (il decreto di sequestro preventivo porta la firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo), è stata un'attività della Compagnia cittadina, diretta dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Trani, Marco Gambardella, da cui è emerso come il 53enne Francesco Spezzacatena (assistito dall'avvocato Andrea Calò) occupasse «abusivamente l'immobile in assenza di qualsivoglia titolo legittimo».
L'uomo, infatti, secondo l'accusa, è indagato perché, «in concorso con altri soggetti in fase di identificazione, invadeva arbitrariamente un edificio pubblico, al fine di occuparlo». Secondo gli inquirenti, infatti, il maestro della Pienza Boxe, dal 2019, avrebbe invaso «arbitrariamente l'immobile, occupandolo senza soluzione di continuità e traendone un ingiusto profitto consistente nella mancata corresponsione di canoni di locazione per l'ammontare pari a circa 60.175 euro», è scritto.