80 anni di voto e diritti, a Molfetta una serata tra memoria e futuro
Piazza Mazzini ha ospitato l’iniziativa promossa dall’Associazione Eredi della Storia e coordinata dall’ANMIG
mercoledì 16 settembre 2026
Piazza Mazzini si è trasformata, nella serata di domenica 13 settembre, in un luogo di riflessione sulla storia e sui diritti con l'iniziativa "1946-2026: 80 anni di VOTO, 80 anni di DIRITTI", promossa dall'Associazione Eredi della Storia e coordinata dall'ANMIG.
Oltre un centinaio le persone che hanno seguito l'appuntamento, tra il pubblico presente nelle sedute allestite per l'occasione e i numerosi passanti che si sono fermati per assistere all'incontro. Al centro della serata il lungo percorso che ha portato le donne italiane alla conquista del diritto di voto e, più in generale, all'affermazione dei diritti civili e politici.
La conversazione è stata condotta da Marta Pisani e Damiana Angione, con gli interventi del presidente dell'Associazione Eredi della Storia, Sergio Ragno.
Il punto di partenza è stato il 2 giugno 1946, quando circa 13 milioni di donne italiane furono chiamate per la prima volta a votare per il referendum tra Repubblica e Monarchia e per l'elezione dell'Assemblea Costituente. Una conquista arrivata al termine di un percorso lungo e complesso, alimentato dalle rivendicazioni di numerose figure impegnate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Durante la serata è stato ripercorso anche il periodo del primo dopoguerra e del fascismo, che interruppe il processo di apertura democratica, fino agli anni della Resistenza, quando le donne assunsero un ruolo importante nella lotta di Liberazione come staffette, combattenti e organizzatrici.
Il passaggio alla Repubblica ha quindi aperto una nuova fase. Nel 1945 il diritto di voto attivo venne riconosciuto alle donne, mentre nel 1946 arrivò anche l'elettorato passivo. Furono 21 le donne elette all'Assemblea Costituente, tra cui Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce e Rita Montagnana, protagoniste del processo che avrebbe portato alla nascita della Costituzione e all'affermazione del principio di pari dignità sociale. Il dibattito ha quindi guardato anche alle conquiste successive, dalla riforma del diritto di famiglia del 1975 alle norme sulla tutela della maternità, fino alle leggi sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza e alla tutela contro le discriminazioni nel mondo del lavoro.
Uno spazio particolare è stato dedicato alla storia locale e alle donne che, a Molfetta, hanno lasciato una traccia significativa sul piano culturale, educativo e sociale. Tra i nomi ricordati durante l'incontro quello di Rosaria Scardigno, poetessa ed educatrice considerata una figura importante della cultura cittadina; Pia Maggialetti, crocerossina impegnata nel soccorso e nell'assistenza durante le emergenze della Seconda guerra mondiale; Antonia Gaudio, vedova Armenio, ricordata per il coraggio civico e l'impegno associativo nel dopoguerra.
Richiamate anche le figure di Elena Germano Finocchiaro ed Elena Altomare, esponenti del Novecento molfettese distintesi nell'insegnamento, nella saggistica e nella conservazione della memoria storica della città.
Oltre un centinaio le persone che hanno seguito l'appuntamento, tra il pubblico presente nelle sedute allestite per l'occasione e i numerosi passanti che si sono fermati per assistere all'incontro. Al centro della serata il lungo percorso che ha portato le donne italiane alla conquista del diritto di voto e, più in generale, all'affermazione dei diritti civili e politici.
La conversazione è stata condotta da Marta Pisani e Damiana Angione, con gli interventi del presidente dell'Associazione Eredi della Storia, Sergio Ragno.
Il punto di partenza è stato il 2 giugno 1946, quando circa 13 milioni di donne italiane furono chiamate per la prima volta a votare per il referendum tra Repubblica e Monarchia e per l'elezione dell'Assemblea Costituente. Una conquista arrivata al termine di un percorso lungo e complesso, alimentato dalle rivendicazioni di numerose figure impegnate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Durante la serata è stato ripercorso anche il periodo del primo dopoguerra e del fascismo, che interruppe il processo di apertura democratica, fino agli anni della Resistenza, quando le donne assunsero un ruolo importante nella lotta di Liberazione come staffette, combattenti e organizzatrici.
Il passaggio alla Repubblica ha quindi aperto una nuova fase. Nel 1945 il diritto di voto attivo venne riconosciuto alle donne, mentre nel 1946 arrivò anche l'elettorato passivo. Furono 21 le donne elette all'Assemblea Costituente, tra cui Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce e Rita Montagnana, protagoniste del processo che avrebbe portato alla nascita della Costituzione e all'affermazione del principio di pari dignità sociale. Il dibattito ha quindi guardato anche alle conquiste successive, dalla riforma del diritto di famiglia del 1975 alle norme sulla tutela della maternità, fino alle leggi sul divorzio, sull'interruzione volontaria di gravidanza e alla tutela contro le discriminazioni nel mondo del lavoro.
Uno spazio particolare è stato dedicato alla storia locale e alle donne che, a Molfetta, hanno lasciato una traccia significativa sul piano culturale, educativo e sociale. Tra i nomi ricordati durante l'incontro quello di Rosaria Scardigno, poetessa ed educatrice considerata una figura importante della cultura cittadina; Pia Maggialetti, crocerossina impegnata nel soccorso e nell'assistenza durante le emergenze della Seconda guerra mondiale; Antonia Gaudio, vedova Armenio, ricordata per il coraggio civico e l'impegno associativo nel dopoguerra.
Richiamate anche le figure di Elena Germano Finocchiaro ed Elena Altomare, esponenti del Novecento molfettese distintesi nell'insegnamento, nella saggistica e nella conservazione della memoria storica della città.